Trietia pagina 181 numero 133

Επει δε τρεψαμενοι τους βαρβαρους ενεβαλον εις τας ναυς και πλεοντας .... πλην ει τινες εκεινον λαθοντες ωφεληθησαν. (versione greco Plutarco)

Dopo che avendo messo i barbari in fuga li rimandarono verso le navi, vedevano che questi non navigavano verso le isole, ma all'interno, usando la forza dal vento e dal mare, in direzione dell'Attica e poiché temevano che occupassero la città sprovvista di difensori (lett. di coloro che la difendevano = participio di ἀμύνω), si affrettavano con nove tribù verso la città e arrivarono nello stesso giorno mentre a Maratona fu lasciato Aristide con la sua tribù come custode dei prigionieri e dei bottini ed egli non smentì la (sua) fama, ma pur essendo presente oro e argento in abbondanza e vestiario di ogni genere e altre innumerevoli ricchezze nelle tende e nelle navi che erano state conquistate, egli non desiderò né toccarle né lo permise ad altro, eccetto che alcuni sfuggendo alla sua attenzione, si arricchirono.