Prometheus Iapeti filius primus homines ex luto finxit. Postea Vulcanus Iovis iussu ex luto mulieris effigiem fecit, cui Minerva animam dedit, ceterique dii alius aliud donum dederunt; ob id Pandoram nominarunt. Ea data in coniugium Epimetheo fratri; inde nata est Pyrrha, quae mortalis dicitur prima esse creata. Homines antea ab immortalibus ignem petebant neque in perpetuum servare sciebant; quod postea Prometheus in ferula detulit in terras, hominibusque monstravit quomodo cinere obrutum servarent. Ob hanc rem Mercurius Iovis iussu deligavit eum in monte Caucaso ad saxum clavis ferreis et aquilam apposuit, quae cor eius exesset; quantum die ederat, tantum nocte crescebat. Hanc aquilam post xxx annos Hercules interfecit eumque liberavit.
Prometeo, figlio di Giapeto, per primo plasmò gli uomini dal fango. In seguito Vulcano, per ordine di Giove, plasmò dal fango una figura di donna, alla quale Minerva infuse lo spirito vitale, e tutti gli altri dei diedero chi un dono chi un altro; per questo la chiamarono Pandora. Ella fu concessa in matrimonio al fratello Epimeteo; da loro nacque Pirra, la quale si dice che fu la prima donna mortale ad essere generata. Un tempo gli uomini chiedevano il fuoco agli dei ma non sempre sapevano conservarlo; cosa che in seguito Prometeo trasportò giù in terra in un bastone e mostrò agli uomini come potessero conservarlo, nascosto dalla cenere. Per questo motivo Mercurio, per ordine di Giove, lo legò sul monte Caucaso ad una roccia con chiodi di ferro e vi pose un'aquila, che rodesse il suo cuore. E questa quanto ne mangiava di giorno, tanto ne cresceva di notte. Ercole uccise questa aquila dopo trenta anni e lo liberò.