Gli SCITI Una descrizione antropologica geografica
VERSIONE DI GRECO di Ippocrate

Ἐν δὲ τῇ Εὐρώπῃ ἐστὶν ἔθνος Σκυθικὸν, ὃ περὶ τὴν λίμνην οἰκέει τὴν Μαιῶτιν, διαφέρον τῶν ἐθνέων τῶν ἄλλων, Σαυρομάται καλεῦνται. Τουτέων αἱ γυναῖκες ἱππάζονταί τε καὶ τοξεύουσι, καὶ ἀκοντίζουσιν ἀπὸ τῶν ἵππων, καὶ μάχονται τοῖσι πολεμίοισιν, ἕως ἂν παρθένοι ἔωσιν. Οὐκ ἀποπαρθενεύονται δὲ μέχρις ἂν τῶν πολεμίων τρεῖς ἀποκτείνωσι, καὶ οὐ πρότερον ξυνοικέουσιν ἤπερ τὰ ἱερὰ θύουσαι τὰ ἐν νόμῳ. Ἣ δ' ἂν ἄνδρα ἑωυτῇ ἄρηται, παύεται ἱππαζομένη, ἕως ἂν μὴ ἀνάγκη καταλάβῃ παγκοίνου στρατείης. Τὸν δεξιὸν δὲ μαζὸν οὐκ ἔχουσιν. Παιδίοισι γὰρ ἐοῦσιν ἔτι νηπίοισιν αἱ μητέρες χαλκεῖον τετεχνημένον ἐπ' αὐτέῳ τουτέῳ διάπυρον ποιέουσαι, πρὸς τὸν μαζὸν τιθέασι τὸν δεξιὸν, καὶ ἐπικαίεται, ὥστε τὴν αὔξησιν φθείρεσθαι, ἐς δὲ τὸν δεξιὸν ὦμον καὶ βραχίονα πᾶσαν τὴν ἰσχὺν καὶ τὸ πλῆθος ἐκδιδόναι. Περὶ δὲ τῶν λοιπῶν Σκυθέων τῆς μορφῆς, ὅτι αὐτοὶ ἑωυτοῖσιν ἐοίκασι, καὶ οὐδαμῶς ἄλλοισιν, ὠυτὸς λόγος καὶ περὶ τῶν Αἰγυπτίων, πλὴν, ὅτι οἱ μὲν ὑπὸ τοῦ θερμοῦ εἰσι βεβιασμένοι, οἱ δ' ὑπὸ τοῦ ψυχροῦ. Ἡ δὲ Σκυθέων ἐρημίη καλευμένη πεδιάς ἐστι καὶ λειμακώδης καὶ ὑψηλὴ, καὶ ἔνυδρος μετρίως• ποταμοὶ γάρ εἰσι μεγάλοι οἳ ἐξοχετεύουσι τὸ ὕδωρ ἐκ τῶν πεδίων. Ἐνταῦθα καὶ οἱ Σκύθαι διαιτεῦνται, Νομάδες δὲ καλεῦνται, ὅτι οὐκ ἔστιν οἰκήματα, ἀλλ' ἐν ἁμάξῃσιν οἰκεῦσιν. Αἱ δὲ ἅμαξαί εἰσιν, αἱ μὲν ἐλάχισται, τετράκυκλοι, αἱ δὲ ἑξάκυκλοι• αὗται δὲ πίλοισι περιπεφραγμέναι• εἰσὶ δὲ καὶ τετεχνασμέναι ὥσπερ οἰκήματα, τὰ μὲν ἁπλᾶ, τὰ δὲ τριπλᾶ• ταῦτα δὲ καὶ στεγνὰ πρὸς ὕδωρ, καὶ πρὸς χιόνα, καὶ πρὸς τὰ πνεύματα. Τὰς δὲ ἁμάξας ἕλκουσι ζεύγεα, τὰς μὲν δύο, τὰς δὲ τρία βοῶν, κέρως ἄτερ• οὐ γὰρ ἔχουσι κέρατα ὑπὸ ψύχεος. Ἐν ταύτῃσι μὲν οὖν τῇσιν ἁμάξῃσιν αἱ γυναῖκες διαιτεῦνται• αὐτοὶ δ' ἐφ' ἵππων ὀχεῦνται οἱ ἄνδρες• ἕπονται δὲ αὐτέοισι καὶ τὰ πρόβατα ἐόντα καὶ αἱ βόες καὶ οἱ ἵπποι• μένουσι δ' ἐν τῷ αὐτέῳ τοσοῦτον χρόνον, ὅσον ἂν ἀπόχρη ωὐτέοισι τοῖσι κτήνεσιν ὁ χόρτος• ὁκόταν δὲ μηκέτι, ἐς ἑτέρην χώρην μετέρχονται. Αὐτοὶ δ' ἐσθίουσι κρέα ἑφθὰ, καὶ πίνουσι γάλα ἵππων, καὶ ἱππάκην τρώγουσιν• τοῦτο δ' ἐστὶ τυρὸς ἵππων. Τὰ μὲν ἐς τὴν δίαιταν αὐτέων οὕτως ἔχει καὶ τοὺς νόμους.

TRADUZIONE

In Europa esiste il popolo degli Sciti, che abita nei pressi della palude Meotica, distinguendosi dagli altri popoli. Vengono chiamati Sarmati. le donne di questi vanno a cavallo e tirano con l'arco e lanciano giavellotti dai cavalli e combattono contro i nemici, finchè non sono sposate. del resto non perdono la verginità, fino a che non hanno ucciso tre nemici, non possono vivere insieme all'uomo prima di aver compiuto i sacrifici previsti. quella che si concede ad un uomo, smette di cavalcare, finchè non vi sia la necessità di un servizio militare da parte di tutti. Non hanno il seno destro. Infatti ai bambini che sono ancora piccoli le madri che hanno fatto per loro stesso un arnese di bronzo infuocato ben lavorato posto sul seno destro, anche si brucia, tanto da distruggere l’accrescimento, da dare alla spalla destra e braccio tutta la potenza ed estensione. Riguardo l’aspetto esteriore dei restanti Sciti, poiché essi somigliavano a loro stessi, e per nulla a tutti gli altri, lo stesso discorso riguardo gli Egizi, tranne, il fatto che alcuni sono stati imposti con violenza dal caldo, altri invece dal freddo. Il cosiddetto deserto degli Sciti sono pianure anche simile ad un prato anche alto, convenientemente abbondante d’acqua; infatti ci sono grandi fiumi i quali incanalano l’acqua dalle pianure. Qui anche gli Sciti abitano, si chiamano Nomadi, perché non ci sono abitazioni, ma dimorano sui carri. I carri sono, alcuni piccolissimi a quattro ruote, altri invece a sei ruote; questi stessi circondati con coperte; sono anche ben fatti come tende, alcune singole, altre triple: queste sono anche impermeabili all’acqua, al freddo e al vento. Coppie di buoi tirano i carri alcuni due, altri tre, senza corna: infatti non hanno le corna per il freddo. Le donne dimorano in simili dunque e tali carri; gli stessi uomini si accoppiano sotto i cavalli; seguono sia bestiame che vive con loro stessi sia i buoi sia i cavalli; per quelli che restano con loro per cosi tanto tempo, quanto basterebbe a loro stessi il fieno per tali bestie; qualora non più a lungo emigrano in un'altra regione. Essi mangiano carni cotte, e bevono latte di cavalle e mangiano formaggio di latte di cavalle: questo è il formaggio di cavalle. Così sta la cosa per il loro modo di vivere e anche legge.