La tomba dei caduti a Maratona
VERSIONE DI GRECO di Pausania
TRADUZIONE dal libro n. p
Δῆμός έστι Μαραθών ἳσον τῆς πόλεως τῶν Αθηναίων απέχων καί Καρύστου τῆς έν Εύβοίᾳ • ταύτῃ τῆς 'Αττικῆς ἒσχον οί βάρβαροι καί μαχῃ τε έκρατηθήσαν καί τινας ώς άνήγοντο απώλεσαν τῶν νεῶν, τάφος δέ έν τῷ πεδίῳ Αθηναίων εστίν, έπί δέ αυτῷ στήλαι τά ονόματα τῶν άποθανόντων κατά φυλάς έκαστων ἒχουσαι, καί έτερος Πλαταιεΰσι καί δούλοις• έμαχήσαντο γάρ και δοΰλοι τότε πρῶτον καί ανδρός έστιν ίδίᾳ μνήμα Μιλτιάδου τοΰ Κίμωνος, σύμβασης ύστερον οί τῆς τελευτῆς Πάρου τε άμαρτόντι καί διʹαυτό ές κρίσιν Άθηναίοις καταστάντι. ενταύθα ανά πάσαν νύκτα καί ἳππων χρεμετιζόντων καί ανδρῶν μαχόμενων εστίν αίσθέσθαι.
TRADUZIONE
Il demo di Maratona è ad uguale distanza dalla città di Atene e di Caristo nell’Eubea; qui i barbari furono vicini all’Attica e in una battaglia anche furono sconfitti e come riferivano affondarono alcune delle navi, un sepolcro si trova nella pianura di Atene, innalzarono sullo stesso luogo colonne (scrissero) i nomi di ciascuno dei morti secondo il genere e un'altra ai Plateesi e agli schiavi; infatti anche gli schiavi combatterono in quel momento per prima e sono a parte i sepolcri di Milziade e del figlio Cimone, dopo il fallimento del suo tentativo di conquistare Paro e di presentarsi per questo in giudizio ad Atene. In questo luogo ogni notte è come avere la sensazione di cavalli che nitriscono e soldati che combattono.