Αὕτη πολιτειῶν ἀνακύκλωσις, αὕτη φύσεως οἰκονομία, καθ' ἣν μεταβάλλει καὶ μεθίσταται καὶ πάλιν εἰς αὑτὰ καταντᾷ τὰ κατὰ τὰς πολιτείας. ταῦτά τις σαφῶς ἐπεγνωκὼς χρόνοις μὲν ἴσως διαμαρτήσεται λέγων ὑπὲρ τοῦ μέλλοντος περὶ πολιτείας, τὸ δὲ ποῦ τῆς αὐξήσεως ἕκαστόν ἐστιν ἢ τῆς φθορᾶς ἢ ποῦ μεταστήσεται σπανίως ἂν διασφάλλοιτο, χωρὶς ὀργῆς ἢ φθόνου ποιούμενος τὴν ἀπόφασιν. καὶ μὴν περί γε τῆς Ῥωμαίων πολιτείας κατὰ ταύτην τὴν ἐπίστασιν μάλιστ' ἂν ἔλθοιμεν εἰς γνῶσιν καὶ τῆς συστάσεως καὶ τῆς αὐξήσεως καὶ τῆς ἀκμῆς, ὁμοίως δὲ καὶ τῆς εἰς τοὔμπαλιν ἐσομένης ἐκ τούτων μεταβολῆς· εἰ γάρ τινα καὶ ἑτέραν πολιτείαν, ὡς ἀρτίως εἶπα, καὶ ταύτην συμβαίνει, κατὰ φύσιν ἀπ' ἀρχῆς ἔχουσαν τὴν σύστασιν καὶ τὴν αὔξησιν, κατὰ φύσιν ἕξειν καὶ τὴν εἰς τἀναντία μεταβολήν.
Questo è il ciclo delle costituzioni, questo (è) l'ordine della natura in base al quale le costituzioni si trasformano e cambiano e tornano nuovamente alla loro originale forma. Chi conosce chiaramente queste cose sbaglierà forse sui tempi, quando parla del futuro relativo ad una forma di governo, ma, se giudicherà senza animosità o invidia, poche volte potrà ingannarsi nello stabilire in quale grado di crescita o di declino si trovi ciascuno stato, o in quale forma si muterà. E, in verità, è soprattutto per la forma di governo dei Romani che, secondo questo criterio, potremmo arrivare a conoscere la formazione, la crescita e l'acme, e, ugualmente, anche la trasformazione in senso inverso che ad esse seguirà; se, infatti, anche questa costituzione che in origine si forma e si accresce secondo natura, subirà secondo natura anche un'evoluzione in senso contrario al pari delle altre, come poco fa ho detto.