Λακεδαιμόνιοι δὲ ὑμᾶς προκαλοῦνται ἐς σπονδὰς καὶ διάλυσιν πολέμου, διδόντες μὲν εἰρήνην καὶ ξυμμαχίαν καὶ ἄλλην φιλίαν πολλὴν καὶ οἰκειότητα ἐς ἀλλήλους ὑπάρχειν, ἀνταιτοῦντες δὲ τοὺς ἐκ τῆς νήσου ἄνδρας, καὶ ἄμεινον ἡγούμενοι ἀμφοτέροις μὴ διακινδυνεύεσθαι, εἴτε βίᾳ διαφύγοιεν παρατυχούσης τινὸς σωτηρίας εἴτε καὶ ἐκπολιορκη θέντες μᾶλλον ἂν χειρωθεῖεν. νομίζομέν τε τὰς μεγάλας ἔχθρας μάλιστ' ἂν διαλύεσθαι βεβαίως, οὐκ ἢν ἀνταμυνόμενός τις καὶ ἐπικρατήσας τὰ πλείω τοῦ πολέμου κατ' ἀνάγκην ὅρκοις ἐγκαταλαμβάνων μὴ ἀπὸ τοῦ ἴσου ξυμβῇ, ἀλλ' ἢν παρὸν τὸ αὐτὸ δρᾶσαι πρὸς τὸ ἐπιεικὲς καὶ ἀρετῇ αὐτὸν νικήσας παρὰ ἃ προσεδέχετο μετρίως ξυναλλαγῇ. ὀφείλων γὰρ ἤδη ὁ ἐναντίος μὴ ἀνταμύνεσθαι ὡς βιασθείς, ἀλλ' ἀνταποδοῦναι ἀρετήν, ἑτοιμότερός ἐστιν αἰσχύνῃ ἐμμένειν οἷς ξυνέθετο. καὶ μᾶλλον πρὸς τοὺς μειζόνως ἐχθροὺς τοῦτο δρῶσιν οἱ ἄνθρωποι ἢ πρὸς τοὺς τὰ μέτρια διενεχθέντας· πεφύκασί τε τοῖς μὲν ἑκουσίως ἐνδοῦσιν ἀνθησσᾶσθαι μεθ' ἡδονῆς, πρὸς δὲ τὰ ὑπεραυχοῦντα καὶ παρὰ γνώμην διακινδυνεύειν.

«Gli Spartani vi suggeriscono un'intesa che sciolga lo stato di guerra, proponendovi d'instaurare relazioni pacifiche, rinsaldare l'alleanza e ogni stabile rapporto d'amicizia e collaborazione. Pretendono in cambio i soldati rinchiusi nell'isola, ritenendo più illuminata direttrice per le due potenze non correre nuovi pericoli, sia che avverandosi qualche possibilità di salvezza quei prigionieri tentino di sfondare il blocco, ovvero, soverchiati dagli assedianti subiscano una più triste fortuna: la schiavitù tra gente ostile. A nostro giudizio, i più feroci odi non si placano stabilmente quando un avversario, prevalendo per il maggior corso della guerra, acceso da un sentimento di rivalsa, tronca il conflitto opprimendo il nemico, inchiodato da insuccessi militari risolutivi, con il peso di patti e giuramenti iniqui, preludio alla servitù; ma quando, pur serrando nel pugno la forza di imporre quei vincoli si limita a un trattato onorevole vincendo l'antagonista una seconda volta, in generosa clemenza, e con un accordo ispirato a giustizia sorprende e supera le sue ansie e le sue speranze. Se l'avversario non concepisce in sé, umiliato e dolente, il dovere di tramare la rappresaglia, ma di ripagare un beneficio, sarà più pronto, per un sentimento d'onore, a rispettare i patti sottoscritti. E urge più vivo quest'impulso negli uomini, verso coloro su cui riversarono un odio estremo che verso quelli a cui li oppongono i normali dissensi della civile convivenza. Poiché vige nell'umanità l'istinto di arrendersi serenamente di fronte a chi, a propria volta, mostra la volontà di cedere e di cimentarsi invece, con forsennato slancio, contro la dirupata protervia degli orgogliosi.