IL VINCITORE NON DEVE TRASFORMARSI IN OPPRESSORE
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
νομίζομεν τε τάς μεγάλας έχθρας μαλκττ αν διαλνεσθαι βεβαίως ονκ ην άνταμυνό μένος τις καϊ επικράτησαν τα πλέω τον πολέμου κατ ανάγκην ορκοις εγκαταλαμβάνων μη άπο του ίσου ζυμβη άλλ ην παρόν το αύτο δράσαι προς το επιεικές καϊ άρετη ή αύτον νικήσαν πάρα α προσεδεχετο μετρίως ζυναλλαγη οφειλών γαρ ηδη 6 ενάντιος μη άνταμυνεσθαι ως βιασθείς άλλ άνταποδοΰναι άρετην ετοιμότερος εστίν αισχύνη εμμενειν οις ζυνεθετο και μάλλον προς τους μει ζονως εχθρούς τούτο δρώσιν οι άνθρωποι η προς τους τα μέτρια διενεχθεντας πεφνκασί τε τοις μεν εκουσίως ενδονσιν άνθησσάσθαι με& ηδονής προς δε τα ύπεραυχοΰντα καϊ πάρα γνώμην διακινδυνευειν
TRADUZIONE
Noi riteniamo che i più feroci odi non si placano stabilmente quando un avversario, prevalendo per il maggior corso della guerra, acceso da un sentimento di rivalsa, tronca il conflitto opprimendo il nemico, inchiodato da insuccessi militari risolutivi, con il peso di patti e giuramenti iniqui, preludio alla servitù; ma quando, pur serrando nel pugno la forza di imporre quei vincoli si limita a un trattato onorevole vincendo l'antagonista una seconda volta, in generosa clemenza, e con un accordo ispirato a giustizia sorprende e supera le sue ansie e le sue speranze. Se l'avversario non concepisce in sé, umiliato e dolente, il dovere di tramare la rappresaglia, ma di ripagare un beneficio, sarà più pronto, per un sentimento d'onore, a rispettare i patti sottoscritti. E urge più vivo quest'impulso negli uomini, verso coloro su cui riversarono un odio estremo che verso quelli a cui li oppongono i normali dissensi della civile convivenza. Poiché vige nell'umanità l'istinto di arrendersi serenamente di fronte a chi, a propria volta, mostra la volontà di cedere e di cimentarsi invece, con forsennato slancio, contro la dirupata protervia degli orgogliosi.