Ἅμα δὲ τῷ ἦρι ἐλαύνειν ἐπὶ Θρᾴκης, ἐς Τριβαλλοὺς καὶ Ἰλλυριούς, ὅτι τε νεωτερίζειν ἐπύθετο Ἰλλυριούς τε καὶ Τριβαλλούς, καὶ ἅμα ὁμόρους ὄντας οὐκ ἐδόκει ὑπολείπεσθαι ὅτι μὴ πάντῃ ταπεινωθέντας οὕτω μακρὰν ἀπὸ τῆς οἰκείας στελλόμενον. ὁρμηθέντα δὴ ἐξ Ἀμφιπόλεως ἐμβαλεῖν εἰς Θρᾴκην τὴν τῶν αὐτονόμων καλουμένων Θρᾳκῶν, Φιλίππους πόλιν ἐν ἀριστερᾷ ἔχοντα καὶ τὸν Ὄρβηλον τὸ ὄρος. διαβὰς δὲ τὸν Νέστον ποταμὸν λέγουσιν, ὅτι δεκαταῖος ἀφίκετο ἐπὶ τὸ ὄρος τὸν Αἶμον. καὶ ἐνταῦθα ἀπήντων αὐτῷ κατὰ τὰ στενὰ τῆς ἀνόδου τῆς ἐπὶ τὸ ὄρος τῶν τε ἐμπόρων πολλοὶ ὡπλισμένοι καὶ οἱ Θρᾷκες οἱ αὐτόνομοι, παρεσκευασμένοι εἴργειν τοῦ πρόσω κατειληφότες τὴν ἄκραν τοῦ Αἴμου τὸν στόλον παρ' ἣν ἦν τῷ στρατεύματι ἡ πάροδος
All'inizio della primavera, si racconta che marciò verso la Tracia contro i Triballi e gli Illiri: gli era stato riferito che gli Illiri e i Triballi erano in agitazione e, dall'altra parte, mentre stava partendo per una spedizione così lontana dalla patria, non gli pareva possibile lasciare quei popoli confinanti se non domati completamente. Partito da Anfipoli invase quella parte della Tracia dove sono stanziati i Traci denominati autonomi, avendo alla sua sinistra la città di Filippi ed il Monte Orbelo. Attraversato il fiume Nesto, si narra che in dieci giorni arrivò al Monte Emo. Lì, lungo lo stretto sentiero che risaliva al monte, gli si opposero molti armati e i Traci autonomi: erano pronti a contrastare l'avanzata dell'esercito, avendo occupata la cima dell'Emo dove c'era l'unica via accessabile ai soldati.