I GIMNOSOFISTI - Arriano
versione di greco dal libro Ellenisti numero 2 pagina 319
Οί πάντες Ινδόι νεμέμηνται εἰς ἐπτά γένη. Εν μέν αυτοῖς οί σοφιστάι εισιν, οί παρά τοῖς Ινδόις περί πολλοῦ ποιοῦνται. Ουτοι δέ θύουσιν τάς θυσίας τοῖς θεοῖς ὐπέρ τοῦ κοινοῦ τῶν Ινδων• οστις δέ ἳδια θυει, ἐξηγητής τῆς θυσίας αυτῷ τις τῶν σοφιστῶν τοῦτων γιγνεται. Ουτοι οί σοφιστάι μαντευονται ὐπέρ τῶν ωρῶν τοῦ ἒτους καὶ ει τις συμφορά εἰς τό κοινόν καταλαμβανει, τά δέ ἳδια οὐκ αυτοῖς μελει μαντευεσθαι. Οστις δε αμαρτανει εἰς τρις μαντευομένος, τουτόν αναγκαῖόν ἐστι σιωπᾶν τοῦ λοιποῦ, καί ουκ ἐστιν οστις εξαναγκαζει τόν ἃνδρα τουτόν φωνεῖν. Ουτοι οί σοφιστάι γυμνόι διαιτωνται, τοῦ μέν χειμονῶς υπαιθριοι έν τῷ ἠλιῳ, τοῦ δέ θέρους έν τοῖς λειμῶσι καί τοῖς ελεσιν υπό δενδροις μεγαλοις. Σιτοῦνται δε τά ώραῖα καί τόν φλοιον τῶν δενδρων, οστις οὒτω γλὐκυς έστιν, ὣσπερ αί βάλανοι τῶν φοινίκων.
Traduzione libro Ellenisti
Tutti gli Indiani sono divisi in sette caste. Tra queste ci sono i saggi, i quali presso gli Indiani sono molto stimati. Essi offrono un sacrificio agli dei in favore del pubblico degli Indiani. Chiunque offre cose proprie, gli diventa maestro del sacrificio uno di questi saggi. Gli stessi saggi vaticinano sul corso dell'anno, e se una sventura si abbatte contro il pubblico, non sta a cuore ad essi vaticinare le cose private. Chiunque vaticinando sbaglia per tre volte, è necessario che costui taccia per il futuro e non c’è alcuno che costringe quest’uomo a parlare. Questi sapienti vivono nudi, e d’inverno all'aperto al sole, d’estate invece, in luoghi bassi e freschi sotto grandi alberi. Mangiano i frutti delle stagioni e la scorza interna degli alberi, qualunque è cosi dolce, come i datteri delle palme.
Altra traduzione passo originale Arriano
Tutti gli indiani sono divisi in sette ordini. Di questi il più piccolo in numero ma più riverito per grado e stima è quello dei sofisti. Liberi da opere manovali, e liberi da travagli e pesi comuni non hanno altra incombenza oltre quella di porgere sacrifici agli dei per il pubblico degli Indiani: e se un privato anche lui vuole fare sacrifici deve sovrainterdervi uno fra i sofististi come se in qualche altro modo non piaciano in cielo. I sofisti sono gli unici nelle indie che conoscano la divinazione e non viene concesso di praticarla se non ai sapienti. Vaticinano sul corso dell'anno, e se deve arrivare un pubblico male, né vaticinano sui casi dei privi sia che la divinazione non discenda alle piccole cose sia che no pensino degno di loro. Se qualcuno sbaglia per tre volte i presagi, deve senz'altro male, tacere nella sua arte per sempre, e nessuno può obbligarlo a lasciare il silenzio quando vi sia condannato. Stanno nudi questi sapienti, nell'inverno all'aperto sole, ma nell'estate quando il suole cuoce in luoghi bassi e fresti ai piedi di grandi arberi dei quali (tanto ve ne sono di spazios) taluno, almeno secondo il dire di Nearco, getto un'ombra larga di cinque plettri, sicchè mille persone vi si posano. Mangiano i cibi delle stagioni e la scorza degli alberi nutritiva e dolce e non meno i frutti delle palme.