Ερωτηθεις υπο Διονυσιου δια τι οι μεν φιλοσοφοι επι τας των πλουσιων θυρας ερχονται, οι δε πλουσιοι επι τας φιλοσοφων ουκετι, εφη... αν ελοιτο νοσειν η ιατρευειν".

Essendogli stato chiesto da Dioniso per quale motivo i filosofi vanno alle porte dei ricchi, mentre i ricchi non vanno a quelle dei filosofi diceva «Perché gli uni sanno di che cosa hanno bisogno, gli altri non lo sanno». Interrogato in che consistesse la differenza tra gli uomini colti e gli incolti, rispose: «La stessa differenza che c'è tra cavalli domati e non domati». Una volta entrò nella casa di un'etera e, poiché uno dei giovanotti che erano con lui arrossì, egli disse: «Non l'entrare è turpe, ma il non saperne uscire». A chi gli propose un enigma invitando a scioglierlo, disse: «Perché, o sciocco, vuoi sciogliere ciò che anche legato ci dà fastidio?» Era solito dire che è meglio esser mendicanti che ineducati; gli uni mancano di danaro, gli altri di umanità. Una volta subiva un'ingiuria e se ne andava; l'altro lo inseguiva dicendo: «Perché fuggi?», «Perché - rispose - se tu hai il privilegio di insultarmi, io ho il privilegio di non sentire». Rilevando un tale che vedeva sempre i filosofi nelle case dei ricchi, egli disse: «Anche i medici vanno dagli ammalati, ma non per questo sarebbe preferibile essere ammalato che medico».