Τοσούτου δ᾽ ἐδέησεν ἀκόντων τι ποιεῖν τῶν πολιτῶν ὥσθ᾽ ὁ μὲν τὸν δῆμον καθίστη κύριον τῆς πολιτείας, οἱ δὲ μόνον αὐτὸν ἄρχειν ἠξίουν, ἡγούμενοι πιστοτέραν καὶ κοινοτέραν εἶναι τὴν ἐκείνου μοναρχίαν τῆς αὑτῶν δημοκρατίας. Οὐ γὰρ ὥσπερ ἕτεροι τοὺς μὲν πόνους ἄλλοις προσέταττεν, τῶν δ᾽ ἡδονῶν αὐτὸς μόνος ἀπέλαυεν, ἀλλὰ τοὺς μὲν κινδύνους ἰδίους ἐποιεῖτο, τὰς δ᾽ ὠφελείας ἅπασιν εἰς τὸ κοινὸν ἀπεδίδου.
Fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei cittadini che rendeva il popolo padrone del governo, mentre questi ritenevano giusto che solo lui governasse, ritenendo che fosse più onesto e più imparziale il suo comando supremo del loro. Infatti egli, non come gli altri [re], non ordinava ad altri incombenze, non godeva dei piaceri solo egli stesso, ma si prendeva i suoi rischi personali e assegnava le risorse (εἰς τὸ κοινόν=) all'utile comune.
Traduzione di Anna Maria Di Leo concessa in esclusiva al sito skuolasprint. it