Εωρων, ω Νικοκλεις, σε τιμωντα τον ταφον του πατρος ου μονον τω πληθει και τω καλλει των επιφερομενων δωρων, αλλα χοροις και μουσικη και γυμνικοις αγωσι .... καταλειψουσι την περι αυτων μνημην αθανατον.
Osservavo o Nicocle, che onoravi la tomba del padre non solo con il grande numero e con la bellezza dei doni portati, ma anche con danze, musica e agoni ginnici e che non lasciavi la possibilità di fare di più; io pensavo che Evagora benevolmente accettasse anche queste cose e lo vedevo rallegrarsi della cura nei suoi confronti e della tua grandezza. Oltre a questo pensavo che lui avesse ancora più riconoscenza qualora uno potesse parlare degnamente delle sue occupazioni e pericoli: infatti, troveremo che gli amanti dell'onore e i magnanimi fra gli uomini non solo desiderano essere encomiati in cambio di siffatte cose, ma preferiscono facilmente anche morire invece di vivere, e che si affaticano più per la fama che per la vita, e che fanno ogni cosa in modo da lasciare di se stessi il ricordo immortale.