Il mondo visto dalla bocca della balena
versione greco Luciano traduzione libro gymnasion
Ἐνιαυτὸν μὲν οὖν καὶ μῆνας ὀκτὼ τοῦτον διήγομεν τὸν τρόπον. τῷ δ' ἐνάτῳ μηνὶ πέμπτῃ ἱσταμένου, περὶ τὴν δευτέραν τοῦ στόματος ἄνοιξιν ‑ ἅπαξ γὰρ δὴ τοῦτο κατὰ τὴν ὥραν ἑκάστην ἐποίει τὸ κῆτος, ὥστε ἡμᾶς πρὸς τὰς ἀνοίξεις τεκμαίρεσθαι τὰς ὥρας ‑ περὶ οὖν τὴν δευτέραν, ὥσπερ ἔφην, ἄνοιξιν, ἄφνω βοή τε πολλὴ καὶ θόρυβος ἠκούετο καὶ ὥσπερ κελεύσματα καὶ εἰρεσίαι· ταραχθέντες οὖν ἀνειρπύσαμεν ἐπ' αὐτὸ τὸ στόμα τοῦ θηρίου καὶ στάντες ἐνδοτέρω τῶν ὀδόντων καθεωρῶμεν ἁπάντων ὧν ἐγὼ εἶδον θεαμάτων παραδοξότατον, ἄνδρας μεγάλους, ὅσον ἡμισταδιαίους τὰς ἡλικίας, ἐπὶ νήσων μεγάλων προσπλέοντας ὥσπερ ἐπὶ τριήρων. οἶδα μὲν οὖν ἀπίστοις ἐοικότα ἱστορήσων, λέγω δὲ ὅμως. νῆσοι ἦσαν ἐπιμήκεις μέν, οὐ πάνυ δὲ ὑψηλαί, ὅσον ἑκατὸν σταδίων ἑκάστη τὸ περίμετρον· ἐπὶ δὲ αὐτῶν ἔπλεον τῶν ἀνδρῶν ἐκείνων ἀμφὶ τοὺς εἴκοσι καὶ ἑκατόν· τούτων δὲ οἱ μὲν παρ' ἑκάτερα τῆς νήσου καθήμενοι ἐφεξῆς ἐκωπηλάτουν κυπαρίττοις μεγάλαις αὐτοκλάδοις καὶ αὐτοκόμοις ὥσπερ ἐρετμοῖς, κατόπιν δὲ ἐπὶ τῆς πρύμνης, ὡς ἐδόκει, κυβερνήτης ἐπὶ λόφου ὑψηλοῦ εἱστήκει χάλκεον ἔχων πηδάλιον πεντασταδιαῖον τὸ μῆκος· ἐπὶ δὲ τῆς πρῴρας ὅσον τετταράκοντα ὡπλισμένοι αὐτῶν ἐμάχοντο, πάντα ἐοικότες ἀνθρώποις πλὴν τῆς κόμης· αὕτη δὲ πῦρ ἦν καὶ ἐκάετο, ὥστε οὐδὲ κορύθων ἐδέοντο. ἀντὶ δὲ ἱστίων ὁ ἄνεμος ἐμπίπτων τῇ ὕλῃ, πολλῇ οὔσῃ ἐν ἑκάστῃ, ἐκόλπου τε ταύτην καὶ ἔφερε τὴν νῆσον ᾗ ἐθέλοι ὁ κυβερνήτης
traduzione numero 1
. Un anno e otto mesi passammo in questo modo. Nel nono mese, al quinto giorno, verso la seconda apertura della bocca (una volta l'ora la balena apriva la bocca, e così noi contammo il tempo), verso dunque la seconda apertura, a un tratto si udì un gran gridare e un fracasso come di voga arrancata e di rematori. Sbigottiti ci arrampicammo alla bocca della balena, e stando in mezzo ai denti, vedemmo il più meraviglioso spettacolo di quanti mai io ne abbia veduti, omaccioni di mezzo stadio, che navigavano su grandi isole come sopra triremi. So che racconto cose che paiono incredibili, ma pure le dirò. Le isole erano ben lunghe, non molto alte, ciascuna un cento stadi di circuito; su esse navigavano un centoventi di questi omaccioni, dei quali alcuni seduti in ordine ai due lati dell'isola vogavano tenendo in mano grandi cipressi con tutti i rami e le fronde, come fossero remi, dietro a poppa sopra un alto colle stava il pilota con in mano il timone lungo uno stadio, sulla prora una quarantina di armati combattevano, simiglianti a uomini, tranne la chioma che era fuoco e ardeva, onde non avevano bisogno di elmo. Invece di vele ciascuna aveva molta boscaglia, dove il vento colpiva, e portava l'isola dove voleva il pilota.
traduzione numero 2
Trascorremmo in questo modo un anno e otto mesi. Al quinto giorno del nono mese, più o meno alla seconda apertura della bocca - la balena compiva questa operazione una volta ogni ora e così, in relazione alle aperture di fauci, potevamo calcolare il trascorrere del tempo - verso la seconda apertura dunque, come stavo dicendo, all'improvviso si sono udite urla altissime, un gran baccano, e come degli ordini secchi e uno sciacquio di remi. In preda a una viva agitazione, ci arrampichiamo su fino alla bocca del mostro, e standocene un pò dietro i denti, ci troviamo davanti agli occhi lo spettacolo più assurdo di quanti ne abbia visti mai: dei giganti alti circa mezzo stadio che navigavano su grandi isole come fossero delle triremi. Naturalmente, mi rendo conto che sto per raccontare cose che hanno più l'aria di fantasie che di verità, ma parlerò ugualmente. Le isole erano di forma allungata, non molto alte, circa cento stadi ognuna di perimetro; a bordo - diciamo così - di ciascuna si trovavano circa centoventi di quegli uomini. Di questi, parte stavano seduti in fila ai due lati dell'isola e vogavano servendosi come remi di poderosi cipressi con tanto di rami e foglie; nella parte posteriore - a poppa, per così dire - su un rilievo collinoso stava il pilota, che reggeva un timone di bronzo di cinque stadi di lunghezza; a prua combattevano una cinquantina di individui ben armati, in tutto e per tutto identici ad esseri umani salvo nella capigliatura, che era una massa di fuoco accesa, per cui non avevano nemmeno bisogno di elmi. Invece che nelle vele, il vento soffiava dentro la selva, vasta e fitta in ciascuna isola, piegava i rami e portava l'isola nella direzione voluta dal timoniere; alla ciurma era preposto un capo rematore, e le isole si muovevano veloci al battito dei remi, come le navi da guerra.