δοκοῦσι γάρ μοι πάντες οἱ πρόσθεν εἰρηκότες οὐ τὸν θεὸν ἐγκωμιάζειν ἀλλὰ τοὺς ἀνθρώπους εὐδαιμονίζειν τῶν ἀγαθῶν ὧν ὁ θεὸς αὐτοῖς αἴτιος· ὁποῖος δέ τις αὐτὸς ὢνταῦτα ἐδωρήσατο, οὐδεὶς εἴρηκεν. οὕτω δὴ τὸν Ἔρωτα καὶ ἡμᾶς δίκαιον ἐπαινέσαι πρῶτον αὐτὸν οἷός ἐστιν, ἔπειτα τὰς δόσεις. φημὶ οὖν ἐγὼ πάντων θεῶν εὐδαιμόνων ὄντων Ἔρωτα, εἰ θέμις καὶ ἀνεμέσητον εἰπεῖν, εὐδαιμονέστατον εἶναι αὐτῶν, κάλλιστον ὄντα καὶ ἄριστον. ἔστι δὲ κάλλιστος ὢν τοιόσδε. πρῶτον μὲν νεώτατος θεῶν, μέγαδὲ τεκμήριον τῷ λόγῳ αὐτὸς παρέχεται, φεύγων φυγῇ τὸ γῆρας, ταχὺ ὂν δῆλον ὅτι· θᾶττον γοῦν τοῦ δέοντος ἡμῖν προσέρχεται. ὃ δὴ πέφυκεν Ἔρως μισεῖν καὶ οὐδ᾽ ἐντὸς πολλοῦ πλησιάζειν. μετὰ δὲ νέων ἀεὶ σύνεστί τε καὶ ἔστιν· ὁ γὰρ παλαιὸς λόγος εὖ ἔχει, ὡς ὅμοιον ὁμοίῳ ἀεὶ πελάζει. νεώτατος μὲν δή ἐστι καὶ ἁπαλώτατος, πρὸς δὲ τούτοις ὑγρὸς τὸ εἶδος
Io innanzitutto voglio spiegare come devo parlare, poi iniziare il discorso. Mi sembra infatti che molti di quelli che hanno parlato prima non abbiano lodato il dio, ma abbiano stimato felici gli uomini per quei beni di cui il dio è causa per essi. Ma di quale natura sia colui che ci ha donato queste cose, nessuno ha parlato. È giusto quindi che noi lodiamo Amore, prima dicendo come è lui, poi i suoi doni. Dico dunque che tra tutti gli dei che sono beati, Amore – se è lecito dirlo e non provoca ira divina – è il più beato di tutti, essendo il più bello e il migliore. Ed è il più bello perché è tale: innanzitutto perché è il più giovane degli dei, e dà grande prova al discorso egli stesso, fuggendo la vecchiaia, che come è noto è veloce e si avvicina a noi più veloce di come dovrebbe. E Amore per natura la odia e neppure da lontano le si accosta. Si accompagna sempre ai giovani, e lo è anch’esso: infatti è ben vero il vecchio proverbio secondo il quale il simile si unisce sempre al simile. Quindi è giovanissimo e delicatissimo e oltre a queste cose è fluido nella forma