I mercenari greci sono attaccati a tradimento
versione greco traduzione
οὐ πολὺ δὲ προεληλυθότων αὐτῶν ἐπιφαίνεται πάλιν ὁ Μιθραδάτης, ἱππέας ἔχων ὡς διακοσίους καὶ τοξότας καὶ σφενδονήτας εἰς τετρακοσίους μάλα ἐλαφροὺς καὶ εὐζώνους. καὶ προσῄει μὲν ὡς φίλος ὢν πρὸς τοὺς Ἕλληνας· ἐπεὶ δ᾽ ἐγγὺς ἐγένοντο, ἐξαπίνης οἱ μὲν αὐτῶν ἐτόξευον καὶ ἱππεῖς καὶ πεζοί, οἱ δ᾽ ἐσφενδόνων καὶ ἐτίτρωσκον. οἱ δὲ ὀπισθοφύλακες τῶν Ἑλλήνων ἔπασχον μὲν κακῶς, ἀντεποίουν δ᾽ οὐδέν· οἵ τε γὰρ Κρῆτες βραχύτερα τῶν Περσῶν ἐτόξευον καὶ ἅμα ψιλοὶ ὄντες εἴσω τῶν ὅπλων κατεκέκλειντο, οἱ δὲ ἀκοντισταὶ βραχύτερα ἠκόντιζον ἢ ὡς ἐξικνεῖσθαι τῶν σφενδονητῶν. ἐκ τούτου Ξενοφῶντι ἐδόκει διωκτέον εἶναι· καὶ ἐδίωκον τῶν ὁπλιτῶν καὶ τῶν πελταστῶν οἳ ἔτυχον σὺν αὐτῷ ὀπισθοφυλακοῦντες· διώκοντες δὲ οὐδένα κατελάμβανον τῶν πολεμίων. οὔτε γὰρ ἱππεῖς ἦσαν τοῖς Ἕλλησιν οὔτε οἱ πεζοὶ τοὺς πεζοὺς ἐκ πολλοῦ φεύγοντας ἐδύναντο καταλαμβάνειν ἐν ὀλίγῳ χωρίῳ· πολὺ γὰρ οὐχ οἷόν τε ἦν ἀπὸ τοῦ ἄλλου στρατεύματος διώκειν· οἱ δὲ βάρβαροι ἱππεῖς καὶ φεύγοντες ἅμα ἐτίτρωσκον εἰς τοὔπισθεν τοξεύοντες ἀπὸ τῶν ἵππων, ὁπόσον δὲ διώξειαν οἱ Ἕλληνες, τοσοῦτον πάλιν ἐπαναχωρεῖν μαχομένους ἔδει. ὥστε τῆς ἡμέρας ὅλης διῆλθον οὐ πλέον πέντε καὶ εἴκοσι σταδίων, ἀλλὰ δείλης ἀφίκοντο εἰς τὰς κώμας. ἔνθα δὴ πάλιν ἀθυμία ἦν
Non avevano percorso molta strada, quando ricomparve Mitradate, con circa duecento cavalieri e più o meno quattrocento tra arcieri e frombolieri, estremamente agili e spediti. Si avvicinò ai Greci con fare amichevole, ma non appena furono a tiro, all'improvviso i suoi, sia i cavalieri sia i fanti, cominciarono chi a saettare, chi a scagliar proiettili, ferendone molti. La retroguardia greca si trovò a mal partito e non poté reagire. I Cretesi coi loro archi, infatti, avevano una gittata inferiore ai Persiani e per giunta, privi com'erano di corazze, dovevano rimaner serrati all'interno degli opliti. I lanciatori di giavellotto, dal canto loro, non avevano una gittata sufficiente per colpire i frombolieri avversari. Di conseguenza Senofonte ebbe l'idea di sferrare un attacco. Gli opliti e i peltasti che erano con lui nella retroguardia si lanciarono all'assalto: nell'incursione non catturarono alcun nemico. Del resto i Greci non disponevano di cavalieri; e, quanto ai fanti, non potevano raggiungere i fanti nemici in un tratto breve, dato che questi fuggivano quando ancora la distanza era notevole, e non era possibile protrarre l'inseguimento allontanandosi dal resto dell'esercito. I cavalieri barbari, pur in fuga, subissavano i nostri di colpi: si voltavano e scagliavano dardi dai cavalli. E lo spazio che coprivano nell'avanzata, i Greci dovevano poi ripercorrerlo in ripiegamento, ma combattendo. Insomma nell'intero arco della giornata non avanzarono per più di venticinque stadi. A sera comunque raggiunsero dei villaggi. Qui si diffuse nuovamente un profondo sconforto. Chirisofo e gli strateghi più anziani incolparono Senofonte di aver lanciato l'attacco rompendo la falange: aveva corso gravi rischi e non era riuscito a infliggere perdite al nemico