Socrate non accettava soldi dai suoi discepoli
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro n. p.
οὐ μὴν οὐδ' ἐρασιχρημάτους γε τοὺς συνόντας ἐποίει. τῶν μὲν γὰρ ἄλλων ἐπιθυμιῶν ἔπαυε, τοὺς δ' ἑαυτοῦ ἐπιθυμοῦντας οὐκ ἐπράττετο χρήματα. τούτου δ' ἀπεχόμενος ἐνόμιζεν ἐλευθερίας ἐπιμελεῖσθαι· τοὺς δὲ λαμβάνοντας τῆς ὁμιλίας μισθὸν ἀνδραποδιστὰς ἑαυτῶν ἀπεκάλει διὰ τὸ ἀναγκαῖον αὐτοῖς εἶναι διαλέγεσθαι παρ' ὧν λάβοιεν τὸν μισθόν. ἐθαύμαζε δ' εἴ τις ἀρετὴν ἐπαγγελλόμενος ἀργύριον πράττοιτο καὶ μὴ νομίζοι τὸ μέγιστον κέρδος ἕξειν φίλον ἀγαθὸν κτησάμενος, ἀλλὰ φοβοῖτο μὴ ὁ γενόμενος καλὸς κἀγαθὸς τῷ τὰ μέγιστα εὐεργετήσαντι μὴ τὴν μεγίστην χάριν ἕξοι. Σωκράτης δὲ ἐπηγγείλατο μὲν οὐδενὶ πώποτε τοιοῦτον οὐδέν, ἐπίστευε δὲ τῶν συνόντων ἑαυτῷ τοὺς ἀποδεξαμένους ἅπερ αὐτὸς ἐδοκίμαζεν εἰς τὸν πάντα βίον ἑαυτῷ τε καὶ ἀλλήλοις φίλους ἀγαθοὺς ἔσεσθαι. πῶς ἂν οὖν ὁ τοιοῦτος ἀνὴρ διαφθείροι τοὺς νέους
TRADUZIONE
E certo non rendeva in nessun modo desiderosi di ricchezza quello che lo frequentavano. Infatti li faceva desistere dagli altri desideri e non pretendeva denaro da coloro che avevano voglia di stare con lui. Rifiutando di farsi pagare riteneva 6 di coltivare la libertà. Quelli che ricavavano un salario dal fatto di intrattenersi con gli altri li definiva asservitori di sé stessi, perché erano obbligati a discorrere con coloro dai quali accettavano il salario. Si stupiva se qualcuno, professando di insegnare la virtù, esigeva perciò del denaro e in questo modo non teneva conto del fatto che acquistando un buon amico avrebbe tratto il guadagno più grande, ma temeva che una persona che fosse diventata un vero gentiluomo non avrebbe poi avuto la massima gratitudine verso chi gli aveva reso il più grande dei benefici. Socrate non professò mai niente del genere a nessuno; aveva invece fiducia che quelli, tra le persone che lo frequentavano, che avessero accolto i suoi valori, sarebbero stati per tutta la vita buoni amici con lui e fra loro. Allora come poteva un uomo di questo genere essere un corruttore della gioventù?