τὸ μὲν οὖν πρῶτον ἠγνόει τὸν χρησμόν, αὖθις δὲ ὕστερον αὐτὸν ἔγνω. τελῶν γὰρ ἐπὶ τῇ θαλάσσῃ Ποσειδῶνι θυσίαν ἄλλους τε πολλοὺς ἐπὶ ταύτῃ καὶ τὸν Ἰάσονα μετεπέμψατο. ὁ δὲ πόθῳ γεωργίας ἐν τοῖς χωρίοις διατελῶν ἔσπευσεν ἐπὶ τὴν θυσίαν· διαβαίνων δὲ ποταμὸν Ἄναυρον ἐξῆλθε μονοσάνδαλος, τὸ ἕτερον ἀπολέσας ἐν τῷ ῥείθρῳ πέδιλον. θεασάμενος δὲ Πελίας αὐτὸν καὶ τὸν χρησμὸν συμβαλὼν ἠρώτα προσελθών, τί ἂν ἐποίησεν ἐξουσίαν ἔχων, εἰ λόγιον ἦν αὐτῷ πρός τινος φονευθήσεσθαι τῶν πολιτῶν. [...] "τὸ χρυσόμαλλον δέρας" ἔφη "προσέταττον ἂν φέρειν αὐτῷ." τοῦτο Πελίας ἀκούσας εὐθὺς ἐπὶ τὸ δέρας ἐλθεῖν ἐκέλευσεν αὐτόν. τοῦτο δὲ ἐν Κόλχοις ἦν ἐν Ἄρεος ἄλσει κρεμάμενον ἐκ δρυός, ἐφρουρεῖτο δὲ ὑπὸ δράκοντος ἀύπνου. ἐπὶ τοῦτο πεμπόμενος Ἰάσων Ἄργον παρεκάλεσε τὸν Φρίξου, κἀκεῖνος Ἀθηνᾶς ὑποθεμένης πεντηκόντορον ναῦν κατεσκεύασε τὴν προσαγορευθεῖσαν ἀπὸ τοῦ κατασκευάσαντος Ἀργώ· In un primo momento Pelia non capì l'oracolo ma poi tutto gli risultò chiaro.
Un giorno, sulla riva del mare, si tenne un grande sacrificio in onore di Poseidone; molti erano i partecipanti, e fra loro c'era anche Giasone. Costui amava l'agricoltura, viveva in campagna, e si era diretto in città apposta per il sacrificio; nell'attraversare il fiume Anauro, aveva perso un sandalo nella corrente, e adesso era rimasto con un solo piede calzato. Appena lo vide, Pelia ricordò il responso del Dio, si avvicinò a Giasonee gli chiese: "Se tu avessi il potere, e ti venisse rivelato da un oracolo che uno dei cittadini ti ucciderà, tu cosa faresti?" [...]Egli così rispose: "Lo manderei alla ricerca del Vello d'Oro!" A queste parole, subito Pelia gli ordinò di andare a cercarlo. Il Vello d'Oro si trovava nella Colchide, appeso a una quercia nel bosco sacro di Ares, e il custode era un drago che non dormiva mai. Per questa missione, Giasone chiamò ad aiutarlo Argo, figlio di Frisso; e questi, su ispirazione di Atena, fece una nave a cinquanta ordini di remi, che dal nome del suo costruttore venne chiamata Argo.