Germani multum ab hac consuetudine dissimiles sunt. Nam neque druides haben qui rebus divinis praesint neque sacrificiis student. Deorum numeros eos solos ducunt quos cernunt e quorum opibus aperte iuvantur. Solem et Vulcanum et Lunam reliquos ne fama quidem acceperunt. vita ominis in venationibus atque in studiis rei militaris consistit a parvulis lbaorsi ac duritiae student. Civitatibus maxima laus est circum se vastatis finibus solitudines Habere. Hoc proprioum virtutis existimant expulsos agris finitimos cedere nequea udere consistere simul hoc se fore tutiores puntant repentinae incursioniis timore sublato. Cum bellum civitas aut illatum defendit aut infert magistratus qui ei bello presint, deliguntur. In pace nullus est communis magistratos sed principes regionum atque pagorum inter suos ius dicunt controversiaque minuunt

Traduzione dal libro gradus facere

I germani sono molto differenti da questa consuetudine Infatti non hanno druidi che siano a capo delle cerimonie religiose ne si dedicano ai sacrifici. Considerano nel numero degli dei solo quelli che vedono e da cul cui aiuto traggono chiaramente beneficio: il sole, vulcano e la luna, gli altgri non li conoscono neppure di nome. Tutta la vita consiste in cacce e negli interessi dell'arte della guerra, fin da piccoli si dedicano al lavoro e alla vita dura. Per le città è un grandissimo merito avere attorno a se i deserti dopo aver devastato le terre. Ritengono questo proprio della virtù che si allontanino i popoli vicini cacciati dai campi e che nessuno osi stabilirvisi, ritengono allo stesso tempo che con queste cose saranno più sicuri eliminato il timore di una improvvisa incursione. Quando un popolo respinge una guerra mossagli o la nuove vengono nominati dei magistrati che siano a capo di quella guerra. In pace non c'è nessun magistrato comune, ma i capi delle regioni e dei villaggi amministrano la giustizia e sminuiscono le controversie