Nostri autem illi auctores, moderati homines et temperati aiunt apud sapientem valere aliquando gratiam: illi putant viri boni esse misereri, distincta genera esse delictorum et disparis poenas, esse apud hominem constantem veniae locum. Ipsum sapientem putant saepe aliquid opinari quod nesciat, irasci non numquam, exorari eundem et placari, de sententia decedere aliquando; omnes virtutes medicritate, quandam putant esse moderatas. Si qua fortuna ad hos magistros te, Cato detulisset, non tu quidem vir melior esse nec fortior nec temperantior nec iustior, sed paulo ad lenitatem propensior. Ac te ipsum, quantum ego opionione auguror, nunc et animi quodam impetu concitatum et vi naturae atque ingeni elatum et recentibus praeceptorum studiis flagrantem iam usus flectet, dies leniet, aetas mitigabit.

D'altra parte quei nostri fautori, uomini moderati e temperati affermano che talvolta la grazia ha influenza sul saggio: costoro ritengono che è proprio di un uomo onesto provar compassione, che vi sono diverse tipologie di delitti, e pene disparate, che in un uomo costante c'è l'opportunità di perdono. Pensano che lo stesso sapiente presuppone spesso qualcosa che non sa, che talvolta si arrabbi, che egli stesso si commuove e si placa, che talvolta si discosta da un parere; asseriscono che tutte le virtù sono equilibrate da una certa moderazione. se, Catone, un qualche caso fortunato ti avesse condotto a questi maestri, tu in verità non saresti stato migliore né più forte né più temperato né più giusto, ma un po' più propenso alla sensibilità. e che tu stesso, per quel che io posso congetturare, ora da un lato sei spinto da un certo impeto dell'animo dall'altro sei trascinato dalla forza della natura e dell'indole naturale ed ormai mentre sei infervorato dai recenti studi dei precettori la pratica ti piegherà, il giorno ti calmerà, l'età ti mitigherà. (by Maria D.)