Ex hoc esse hunc numero, quem patres nostri viderunt, divinum hominem Africanum; ex hoc C. Laelium, L. Furium, moderatissimos homines et continentissimos; ex hoc fortissimum virum et illis temporibus doctissimum, M. Catonem illum senem: qui profecto si nihil ad percipiendam [colendam] virtutem litteris adiuvarentur, numquam se ad earum studium contulissent. Quod si non his tantus fructus ostenderetur, et si ex his studiis delectatio sola peteretur, tamen (ut opinor) hanc animi adversionem humanissimam ac liberalissimam iudicaretis. Nam ceterae neque temporum sunt neque aetatum omnium neque locorum: haec studia adulescentiam alunt, senectutem oblectant, secundas res ornant, adversis perfugium ac solacium praebent, delectant domi, non impediunt foris, pernoctant nobiscum, peregrinantur, rusticantur.

Da questo numero c'è questo, che i nostri antenati videro, l'Africano, uomo meraviglioso; da ciò Gaio Lelio, Lucio Furio, uomini moderatissimi e sobrissimi; da ciò un uomo fortissimo e dottissimo in quei tempi; l'illustre Marco Catone il Vecchio: che senza dubbio se per nulla fossero stati aiutati dalle lettere a raggiungere e conoscere la virtù, mai si sarebbero avvicinati allo studio di queste cose. Che se non si offrisse questo così grande vantaggio e se da questi studi si cercasse il solo diletto, tuttavia voi giudichereste, come penso, questa distrazione dell'animo molto umana e degna di un uomo libero. Tutte le altre infatti non sono proprie né di tutti i tempi, né di ogni età e luogo. Questi studi nutrono l'adolescenza, rallegrano la vecchiaia, abbelliscono le circostanze favorevoli, offrono rifugio e conforto in quelle sfavorevoli, dilettano in casa, non sono di ostacolo fuori, passano la notte con noi, viaggiano, vengono in campagna.