Cicero Attico s. Breviloquentem iam me tempus ipsum facit. Pacem enim desperavi, bellum nostri nullum administrant. Cave enim putes quicquam esse minoris his consulibus; quorum ego spe audiendi aliquid et cognoscendi nostri apparatus maximo imbri Capuam veni pridie Nonas, ut eram iussus. Illi autem nondum venerant, sed erant venturi: inanes, imparati. Gnaeus autem Luceriae dicebatur esse et adire cohortes legionum Appianarum non firmissimarum. At illum ruere nuntiant et iam iamque adesse, non ut manum conserat (quicum enim?), sed ut fugam intercludat. Ego autem, si Gnaeus in Italia manet, cum eo moriar – nec te id consulo; sin extra, quid ago? Ad manendum hiems, lictores, improvidi et neglegentes duces, ad fugam hortatur amicitia Gnaei, causa bonorum, turpitudo coniungendi cum tyranno; qui quidem incertum est Phalarimne an Pisistratum sit imitaturus. Haec velim explices et me iuves consilio; etsi te ipsum istic iam calere puto, sed tamen quantum poteris. Ego si quid hic hodie novi cognoro, scies; iam enim aderunt consules ad suas Nonas. Tuas cotidie litteras exspectabo; ad has autem cum poteris rescribes. Mulieres et Cicerones in Formiano reliqui.

Cicerone saluta Attico. Ormai la circostanza stessa mi fa essere di poche parole; infatti non ho più speranza nella pace, i nostri non progettano nessuna guerra. Non credere (cave putes) infatti che ci sia qualcosa che valga meno di questi consoli (lett. che sia minore di...); da parte loro (quorum) io per sentire e per sapere qualcosa e per sapere del nostro equipaggiamento pur sotto una pioggia torrenziale (maximo imbri) sono giunto a Capua il 4 febbraio come mi era stato ordinato. Quelli invece non erano arrivati e stanno per arrivare inutili, sprovveduti. Si diceva che Gneo era invece a Luceria e che incontrava le coorti delle legioni Appiane che non sono le più fidate. Al contrario annunciano che egli (Cesare) si affretta ed è già li per giungere non per attaccare battaglia [lett. venire alle mani] (con chi infatti?) ma per impedirci la fuga. Io invece, se Gneo rimane in Italia, morirò con lui - non ti chiedo un parere su questo; se invece (Pompeo va fuori dall'Italia) a che scopo vivrei (lett. vivo)? Mi esortano a restare l'inverno e i condottieri spensierati e negligenti, (mi esortano invece) alla fuga l'amicizia di Gneo, la causa degli ottimati e l'infamia di unirmi con il tiranno; e non siamo neanche certi se vorrà essere simile a Falaride o a Pisistrato. Io vorrei che tu mi spiegassi questo e mi aiutassi con un consiglio benché ritenga che tu stesso stia li in ansia, tuttavia (aiutami nel consiglio) quanto potrai. Se io oggi qui non avrò saputo nulla di un nuovo, lo saprai; ormai i consoli saranno arrivati per la loro adunanza del 5 febbraio. Aspetterò ogni giorno la tua lettera; a questa risponderai invece quando potrai. Ho lasciato (mia) moglie e Cicerone (letteralmente: le donne e i Ciceroni) nel Formiano.
(By Vogue)