Gli abitanti di Epidauro risolvono il problema della carestia
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Corso di greco Lingua e civiltà

Inizio: Επιδαυριοις η γη καρπον ουδενα ανεδιδου περι ταυτης ουν της συμφορας οι Επιδαυριοι εχρωντο εν Δελφοισι.

fine: και η τε γη σφι εφερε καρπον και Αθηναιοσι επετελεον α συνεθεντο.
TRADUZIONE

La terra non dava alcun frutto agli abitanti di Epidauro; essi su tale carestia consultarono l'oracolo di Delfi e la Pizia ordinò loro di innalzare statue a Damia e ad Auxesia: erette le statue, la situazione sarebbe migliorata. Allora gli Epidauri chiesero se dovevano farle di bronzo, le statue, o di marmo; né in un modo né nell'altro, replicò la Pizia, ma dovevano fabbricarle con legno di olivo domestico. Gli Epidauri allora chiesero agli Ateniesi il permesso di tagliare degli olivi, ritenendo quelli ateniesi i più sacri. Si dice anche che a quell'epoca non ci fossero olivi in nessun'altra parte del mondo se non ad Atene. Gli Ateniesi acconsentirono a patto che ogni anno gli Epidauri tributassero sacrifici ad Atena Poliade e a Eretteo. Gli Epidauri acconsentirono e ottennero quanto chiedevano: fabbricarono le statue con gli olivi ateniesi e le eressero. La terra dava frutti ed essi mantenevano la promessa fatta agli Ateniesi.