I riti sacri presso i persiani
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE
Inizio: Θυσίη δέ τοῖσι Πέρσῃσι περὶ τοὺς εἰρημένους ...
fine: καὶ χρᾶται ὅ τι μιν λόγος αἱρέει.
TRADUZIONE
Ed ecco come si svolge presso i Persiani il rito di sacrificio agli dei or ora ricordati: quando devono fare la loro offerta non costruiscono altari e non accendono il fuoco; non praticano la libagione, non usano flauti, né bende sacre né grani d'orzo salati. Chi voglia compiere sacrifici a uno di quegli dei conduce la vittima in un luogo puro, si lega intorno alla tiara una coroncina, di mirto per lo più, e invoca il dio. Non è lecito pregando chiedere vantaggi per sé personalmente: chi invoca del bene lo fa per tutti i Persiani e per il re; lui stesso ovviamente risulta compreso fra tutti i Persiani. Quando poi ha tagliato a pezzetti le carni della vittima e le ha bollite, le depone tutte su un tappeto d'erba la più tenera possibile (per lo più trifoglio) da lui precedentemente preparato; dopo che le ha ben sistemate, un Mago lì presente canta una teogonia, come essi stessi definiscono la formula dell'invocazione; si noti che essi non compiono mai un sacrificio se non è presente un Mago. Il sacrificante si trattiene un pò di tempo: quindi si riporta via le carni che usa poi come meglio gli aggrada