Facile ostendere possumus quae fuerit tolerantia Socratis illius, quo philosopho nemo fuit sapientior, nec quisquam eo facetior ac disertior adhuc inventus est. Hoc unum argumentum optime id demonstrabit. Quam querula esset eius uxor, callidissimus quisque Athenis sciebat. Nonne ergo Socrates, qui tam malam feminam, ira saepissime incensam, preferre debebat, infelicissimus omnium erat? Attamen semper aequo et hilari animo fuit, quod mirum dictu factuque complures putabant. Cum olim Alcibiades, qui ex eius discipulis loquacissimus erat, ex eo quaesivisset cur tam acerbam mulierem patienter toleraret: "Quid" inquit "magis" Quod cum Alcibiades audiret silentiumque teneret, Socrates, aliis discipulis eum aspicientibus, respondit : " Qui". Quanta sapientia his in rebus fuerit, quis non sentit?
Possiamo facilmente dimostare quale sia stata la tolleranza di quel famosi Socrate, del qual filosofo nessuno fu più sapiente, e non fu frovato nessuno di più illustre ed erudito di lui. Quest'unico argomento dimostrò ottimamente ciò. Quanto fosse noiosa sua moglie, sapeva il'uomo più astuto di Atene. Quindi non era forse Socrate il più infelice di tutti, il quale doveva preferire una donna così cattiva, molto spesso accesa dall'ira? Ma tuttavia fu sempre di animo allegro e sereno e molti ritenevano questo strano a dirsi e a farsi Poichè un tempo Alcibiade, che era il più loquace dei suoi discepoli, gli aveva chiesto perché tollerasse pazientemente una donna così cattiva disse (socrate): "Che cosa di più?". E poiché Alcibiade aveva ascoltato ciò e manteneva il silenzio, Socrate, guardandolo gli altri discepoli, rispose: "Chi". Chi non sente quanta saggezza ci sia stata in queste sue cose?