Εαν αληθως τω μαντειω χρησθαι βουλη τι δει ποιειν, φερε τω θεω θυμα μη μικρον, ινα υφραινης τους ιερεας ... Αλλ'ευφημωνεν νυν, καν πιστευωμεν και μη· αρχεται γαρ.
Qualora tu veramente voglia consultare un oracolo per sapere cosa si deve fare, porta al dio un'offerta non piccola affinché i sacrifici siano beneaugurali ed attendi il momento propizio. Infatti il dio da oracoli attraverso uno scambio, salvo che tu sia molto ricco; forse lo sei? Attendi dunque. Ascolta ora cosa accade. Delle corone sono poste presso il tripode. La Pizia portandosele (portando quelle corone) sulla testa predice un oracolo. La Pizia è là in basso - tu la vedi? - la donna seduta sul tripode di Apollo. Dato un presagio sfavorevole emette un soffio verso il basso e così furente riecheggiando e così piena d'ira e dopo aver sciolto i capelli e dopo essersi sbarazzata dalla schiuma della bocca fa le cose che fanno i folli. Grida le parole dell'oracolo o piuttosto della follia. Dicono che là ci sia un demone che così chiamavano "Pitone" da cui proviene il nome Pizia e che lo stesso Apollo veniva chiamato "Pizio" e che concedeva oracoli per chi li chiedeva. Ma ora osserviamo (congiuntivo esortativo) un religioso silenzio (sia) se abbiamo fede sia se non l'abbiamo. Infatti si comincia.