Εντευθεν εξελαυνει δια της Αραβιας τον Ευφρατην ποταμον εν δεξια εχων σταθμους ... ην παραπλησια τοις ελαφειοις, απαλωτερα δε.

Da qui Ciro marcia attraverso l'Arabia, avendo a destra il fiume Eufrate in sole 5 soste per 35 parasanghe. In questo luogo c'era una distesa tutta piana, come un mare, piena d'assenzio e non c'era (ἐνῆν imperf ἔνειμι) altro se non qualche (τῐς, τῐ gen) cespuglio o (qualche) canna, tutte le cose erano odorose, quasi profumate, non c'era nessun albero, ma (δὲ) [c'erano] belve di ogni genere, moltissimi asini selvatici, molti struzzi*. C'erano anche otarde (ὠτίς -ίδος) e gazzelle** (δορκάς -άδος, la scelta cade su questo vocabolo rispetto a caprioli e a antilopi riportate sul vocabolario, perché sappiamo che un tempo l'Asia Minore era molto popolata da questo animale e non dagli altri). I cavalieri a volte inseguivano queste bestie. E gli asini (διώκοι, διώκω 3a sg pres ott att), ogni qualvolta qualcuno li inseguiva, dopo aver corso avanti si arrestavano, correvano infatti molto più veloci dei cavalli; e di nuovo ogni qual volta che i cavalli si avvicinavano (πλησιάζοιεν, πλησιάζω 3a pl pres ott att) facevano la stessa cosa e non era possibile raggiungerli, se non essendosi posti a distanza (διαστάντες διίστημι part aor), dandosi il cambio (διαδεχόμενοι part pres διαδέχομαι) i cavalieri (θηρῷεν, θηράω ott pres 3a pl) li catturavano. Le carni di quelli che venivano catturati erano pressochè uguali a quelle dei cervi ma più morbida.

Versione tratta da Senofonte, Anabasi libro 1 capitolo 5 passim 1 e 2

(Traduzione di Anna Maria Di Leo che concede la sua traduzione solo ed esclusivamente al sito skuolasprint. it)

Note del traduttore

* Letteralmente Senofonte scrive "molti passeri quelli grandi" che saranno poi chiamati struzzi.
** δορκάς -άδος, la scelta di traduzione cade sul vocabolo "gazzelle" rispetto a caprioli e a antilopi riportati sul vocabolario, perché sappiamo che un tempo l'Asia Minore era molto popolata da questo animale piuttosto che dagli altri indicati nel vocabolario.