IL NAUFRAGO E IL MARE versione di greco di Esopo traduzione dal libro La Lingua Greca Versione IX pag 39

Un naufrago è gettato su una costa e dorme a causa della stanchezza. Ad un tratto si sveglia. Guarda in direzione del mare e lo biasima poiché esso lusinga gli uomini con la calma dell'aspetto ma poi si agita e uccide i marinai. Ma (il mare) si trasforma in una fanciulla che dice al naufrago : - Non rimproverare me, ma i venti. Di carattere infatti sono tranquillo come la terra ma i venti improvvisamente si abbattono, mi agitano e inaspriscono

Altro tentativo di traduzione

Un naufrago, gettato a riva dalle onde, dormiva sfinito dalla stanchezza; ma dopo un pò di tempo, levatosi in piedi, come vide il mare, cominciò a rimproverarlo, poiché esso allettava con la sua gentilezza d'aspetto gli uomini, per poi, dopo averli accolti nelle sue acque, diventare selvaggio e farli perire. E il mare, presa forma di donna, gli disse: "Senti, amico, non devi rimproverare me, ma i venti: infatti, io per natura sono come mi vedi, ma essi mi assalgono all'improvviso e mi rendono tempestoso e selvaggio.