Εν ποιμνη αιγων δελφαξ εισερχεται και ησυχως νεμεται. Και δη ποτε, οτι υπο του αιπολου αποκαλυπτεται και συλλαμβανεται κραζει τε και αντιτεινει. Επει δε αι αιγες αυτον αιτιωνται επι τω βοαν και λεγουσιν· "Μαλα φοβερος ει· αιπολος γαρ συνεχως ημας συλλαμβανει και ου κραζομεν". ο δελφας αποκρινεται προς αυτας· "Αλλα το εμον συλλαμβανεσθαι ουχ ομοιον τω υμετερω εστιν. Υμας γαρ ο αιπολος αγρευει η δια τα ερια η δια το γαλα, εμε δε δια της σαρκα". Ο λογος δηλοι οτι εικοτως ανοιμωζουσιν οι ανθρωποι οτε ο κινδυνος ου περι του πλουτου εστιν, αλλα περι της σωτηριας αυτων.

Un porcellino entra in un gregge di capre e quietamente pascola. E, una volta che viene scoperto dal capraio e viene afferrato, grida ad alta voce e fa anche resistenza. Allora le capre lo rimproverano per il gridare (βοάω) e dicono: "Sei troppo pauroso, infatti continuamente il capraio ci afferra e non piangiamo", il porcellino ribatte loro: "Ma per me essere afferrato non è come per voi. Voi infatti il capraio prende o per la lana o per il latte, me per la carne". Il racconto insegna che giustamente gli uomini si lamentano non quando il pericolo è per la ricchezza, ma per la loro salvezza.
(By Geppetto)

Ulteriore traduzione

In un gregge di capre pascola un maiale e se ne sta placidamente immobile. E quando poi viene individuato ed afferrato dal capraio, strilla e resiste. Allora le capre lo accusano per l'urlo e dicono: "Sei veramente orribile: il guardiano infatti ci afferra continuamente e non ci lamentiamo", il maiale risponde loro: "Ma il mio esser preso non è uguale al vostro. In fatti il capraio vi afferra o per la lana o per il latte, me invece per la carne".
Il racconto mostra che gli uomini si lamentano giustamente quando il pericolo non si riferisce alla ricchezza, ma alla propria salvezza. (by Geppetto)