Καῖσαρ ἀφῆκε πολλοὺς τῶν πεπολεμηκότων πρὸς αὐτόν, ἐνίοις δὲ καὶ ἀρχὰς καὶ τιμάς, ὡς Βρούτῳ καὶ Κασσίῳ, προσέθηκεν· ἐστρατήγουν γὰρ ἀμφότεροι· καὶ τὰς Πομπηΐου καταβεβλημένας εἰκόνας οὐ περιεῖδεν, ἀλλ’ ἀνέστησεν, ἐφ’ ᾧ καὶ Κικέρων εἶπεν, ὅτι Καῖσαρ τοὺς Πομπηΐου στήσας ἀνδριάντας τοὺς ἰδίους ἔπηξε. τῶν δὲ φίλων ἀξιούντων αὐτὸν δορυφορεῖσθαι καὶ πολλῶν ἐπὶ τοῦτο παρεχόντων ἑαυτούς, οὐχ ὑπέμεινεν, εἰπὼν ὡς βέλτιόν ἐστιν ἅπαξ ἀποθανεῖν ἢ ἀεὶ προσδοκᾶν. τὴν δ’ εὔνοιαν ὡς κάλλιστον ἅμα καὶ βεβαιότατον ἑαυτῷ περιβαλλόμενος φυλακτήριον, αὖθις ἀνελάμβανε τὸν δῆμον ἑστιάσεσι καὶ σιτηρεσίοις, τὸ δὲ στρατιωτικὸν ἀποικίαις, ὧν ἐπιφανέσταται Καρχηδὼν καὶ Κόρινθος ἦσαν

Cesare rispar­miò molti di coloro che avevano combattuto contro di lui e ad alcum conferì persine cariche e onori, come a Bruto e a Cassio, dominati entrambi pretori. Né tollerò che Né tollerò che le statue di Pompeo fossero state abbattute o rimosse, ma le fece rad­drizzare e rimettere al loro posto, e giustamente Cicerone osservò che Cesare, erigendo le statue di Pompeo, consoli­dava le sue. Gli amici lo esortavano a circondarsi di una guardia del corpo e molti di loro si offrivano a questo scopo, ma lui non accettò mai: «È meglio morire una volta sola», diceva, «piuttosto che aspettare in ogni momento la morte». Si circondò invece di quella che è la difesa migliore e più sicura, la simpatia, accattivandosi nuovamente il popolo con banchetti e distribuzioni di grano e i soldati con la conces­sione di colonie, delle quali le più famose furono Cartagine e Corinto,