LA PARTENZA DI CAMILLO PER L'ESILIO
Versione da Gymnasion 2 a pagina 164, numero 275

Essendo giunto vicino alle porte e avendo salutato i presenti che gemevano e piangevano, poiché stavano per essere privati un tale uomo, avendo versato molte lacrime sulle guance e dopo aver pianto per il disonore che si era impossessato di lui, disse: “Oh dei che sorvegliate le azioni umane, (ritengo giusto) chiedo che voi diventiate miei giudici delle azioni politiche riguardo alla patria e a tutta la vita passata; allora qualora mi troviate implicato in quelle colpe per le quali il popolo mi condannò, datemi una morte miserabile e indecorosa; se invece in tutte le situazioni di cui fui creduto degno di fiducia dalla patria mi trovaste giusto e pulito di ogni indecente sospetto, diventate miei vendicatori, lanciando contro quelli che mi hanno fatto torto, paure e pericoli a causa dei quali (le paure e i pericoli) saranno obbligati, non vedendo nessun’altra speranza di salvezza, a rifugiarsi da me”. Avendo detto ciò, se ne andò.