Potenza di Eros (2) versione greco Senofonte Efesio

Λαβων δη την κοσμην ο Αβροκομης και σπαρπαξας την εσθετα·. "Φευ μοι των κακων" ειπε "τι πεπονθα δυσχης; ...

Avendo Abrocome afferrato la chioma e avendo strappato il vestito, “Oh mie disgrazie”, disse, “perché patisco, infelice? Fino ad ora il virile Abrocome, che disprezzava Eros, che ingiuriava il dio, è stato preso ed è stato vinto, e sono costretto ad essere schiavo di una fanciulla, e qualcuno sembra già più bello di me, e chiamo Eros dio. O io del tutto vile e malvagio! Non resisterò ora? Non rimarrò coraggioso? Non sarò più bello di Eros? E ora è necessario che un dio che è nulla mi vinca. Bella fanciulla! Ma che? Per i tuoi occhi, Abrocome, Anzia è bella, ma, se vuoi, non per te. Queste cose siano concesse: che Eros non mi vinca mai”. Diceva queste cose, e il Dio piuttosto forte lo incalzava, trascinava lui che resisteva, e affliggeva lui che non voleva (suo malgrado). Dunque, non resistendo più, essendosi gettato a terra: “hai vinto”, disse, “o Eros, gram trofeo da te è stato retto contro il saggio Abrocome