Senofonte esita ad accettare il comando
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
Senofonte da un lato era incline ad accettare, perché riteneva che, così, il suo prestigio sarebbe aumentato e la sua notorietà cresciuta agli occhi degli amici e in patria, se gli capitava di procurare all'esercito qualche vantaggio. Riflessioni di tal genere lo spingevano a desiderare il comando con pieni poteri. Ma, d'altro lato, ogni qual volta il pensiero gli correva al fatto che è oscuro il destino che pende sul capo di ogni uomo e che, pertanto, c'era il rischio di perdere anche la fama precedentemente acquisita, non sapeva che fare. Incerto sulla decisione da prendere, pensò bene di interrogare gli dèi. Presentate due vittime, le sacrificò a Zeus re, che era appunto la divinità cui doveva rivolgersi, secondo il vaticinio di Delfi. Era convinto che proprio da Zeus re venisse il sogno apparsogli al tempo in cui, per la prima volta, condivise le responsabilità per la guida dell'esercito.