Οὕτω γὰρ ἦν ἄπιστος καὶ πρὸς ἅπαντας ἀνθρώπους ὕποπτος καὶ προβεβλημένος διὰ φόβον ὁ πρεσβύτερος Διονύσιος, ὥστε μηδὲ τῆς κεφαλῆς τὰς τρίχας ἀφελεῖν κουρικαῖς μαχαίραις, ἀλλὰ τῶν πλαστῶν τις ἐπιφοιτῶν ἄνθρακι τὴν κόμην περιέκαιεν. Εἰσῄει δὲ πρὸς αὐτὸν εἰς τὸ δωμάτιον οὔτ᾽ ἀδελφὸς οὔυἱὸς ὡς ἔτυχεν ἠμφιεσμένος, ἀλλ᾽ ἔδει πρὶν εἰσελθεῖν ἀποδύντα τὴν ἑαυτοῦ στολὴν ἕκαστον ἑτέραν ἀναλαβεῖν, ὁραϑέντα γυμνὸν ὑπὸ τῶν φυλαττόντων. [...] Ἔλεγε δὲ τοὺς φίλους φυλάττεσθαι, νοῦν ἔχοντας εἰδὼς καὶ βουλομένους μᾶλλον τυραννεῖν ἢ τυραννεῖσθαι.

Infatti era così sospettoso e guardingo (προβεβλημένος, προβάλλω perf mp) verso tutti gli uomini Dionigi il Vecchio che per paura, protetto da tali misure di sicurezza che non si faceva tagliare i capelli con ii coltelli che servivano per radersi ma giungeva abitualmente (ἐπιφοιτάω) un barbiere a bruciargli la capigliatura con il carbone. Né un fratello né un figlio poteva entrare da lui, nella sua stanza, vestito come si trovava ma, prima di entrare, tutti dovevano spogliarsi della propria veste e indossarne un'altra, dopo essere stati visti nudi dalle guardie. [...] Diceva evitare gli amici, sapendo che essi erano intelligenti e che volevano essere tiranni piuttosto che essere governati di un tiranno.
(By Vogue)

Versione tratta da Plutarco