χρὴ κἀνταῦθα, καὶ εἰ δωρητὸν τὸ πρᾶγμα μᾶλλον ἢ κτητόν, ὅμως καθ' ὅσον οἷόν τε τὰς ψυχὰς ἀνατρέφειν πρὸς τὰ μεγέθη καὶ ὥσπερ ἐγκύμονας ἀεὶ ποιεῖν γενναίου παραστήματος. τίνα, φήσεις, τρόπον; γέγραφά που καὶ ἑτέρωθι τὸ τοιοῦτον· ὕψος μεγαλοφροσύνης ἀπήχημα. ὅθεν καὶ φωνῆς δίχα θαυμάζεταί ποτε ψιλὴ καθ' ἑαυτὴν ἡ ἔννοια δι' αὐτὸ τὸ μεγαλόφρον, ὡς ἡ τοῦ Αἴαντος ἐν Νεκυίᾳ σιωπὴ μέγα καὶ παντὸς ὑψηλότερον λόγου. πρῶτον οὖν τὸ ἐξ οὗ γίνεται προϋποτίθεσθαι πάντως ἀναγκαῖον, ὡς ἔχειν δεῖ τὸν ἀληθῆ ῥήτορα μὴ ταπεινὸν φρόνημα καὶ ἀγεννές. οὐδὲ γὰρ οἷόν τε μικρὰ καὶ δουλοπρεπῆ φρονοῦντας καὶ ἐπιτηδεύοντας παρ' ὅλον τὸν βίον θαυμαστόν τι καὶ τοῦ παντὸς αἰῶνος ἐξενεγκεῖν ἄξιον· μεγάλοι δὲ οἱ λόγοι τούτων, κατὰ τὸ εἰκός, ὧν ἂν ἐμβριθεῖς ὦσιν αἱ ἔννοιαι
TRADUZIONE LIBERA
E' necessario per quanto possibile pur trattandosi di cosa piuttosto innata che acquisita, nondimeno bisogna il più possibile educare le anime alla grandezza e, senza posa, renderle pregne di generosi sensi. In che modo? dirai tu. L'ho già scritto anche altrove suppergiù in questi termini: il sublime è la risonanza di un animo grande. Quindi accade che anche senza parola si ammira talvolta il pensiero nudo, di per é solo, a causa della sua intrinseca grandezza; come per esempio il silenzio di Aiace nella Nekyia, cosa grande e più alta di qualsiasi discorso. In primo luogo dunque questo concetto della origine del sublime è assolutamente necessario porlo come fondamento: che cioè deve il vero oratore avere animo non meschino né ignobile. Infatti non è possibile che persone che per tutta la vita dedicano la loro attenzione a piccolezze ed intrallazzi da servi possano produrre qualcosa degno di ammirazione e di fama perpetua, al contrario comè naturale grandi sono i discorsi di chi ha profondo il pensiero.