Narrant Argis mulierem quandam, cum ab hostibus urbs occupata esset, interritam domi mansisse, quidquid accidere posset tolerare paratam. Miles quidam autem, cum domum eius intravisset, ut spoliaret omnia quae invenisset, huc illuc errans et exquirens, nihil videbat, quod rapere posset. Quare minaci voci dixit mulierem a se necatum iri, nisi daret quantum auri et argenti possideret. Tunc illa respondit se omnia in puteo abscondisse et militem in hortum ad puteum duxit. Ibi, dum homo inspicit in imo puteo, repente mulier tam vehementer impulit hominem ut ille in puteum incideret, et insuper coniecit saxa magni ponderis. Cum ob id facinus adducta esset ad hostium ducem, mulier propter fortem animum ab eo laudata est et incolumis dimissa.

Narrano che una donna ad Argo, essendo stata occupata la città dai nemici, fosse rimasta a casa impavida, pronta a sostenere tutto ciò che potesse accadere. Un soldato, invece, essendo entrato nella sua casa, per portare via tutto quello che avesse trovato, vagando e cercando qua e là, non vedeva niente che potesse rubare. Per cui disse con voce minacciosa che l'avrebbe uccisa (lett: che la donna sarebbe stata uccisa da lui), se non avesse dato quanto possedesse di oro e d'argento. Allora quella rispose di aver nascosto tutto nel pozzo e condusse il soldato al pozzo nell'orto. Là, mentre l'uomo osservava nel fondo del pozzo, improvvisamente la donna spinse l'uomo con così veemenza da farlo cadere nel pozzo, e gettò sopra sassi di grande peso. Essendo stata portata per questo delitto dal comandante dei nemici, la donna fu da questo lodata per il coraggioso animo e lasciata andare incolume.