Iolci regnabat Aeson, sed Pelias frater eum regno expulit eiusque filium Iasonem inteficere temptavit. Vix Aeson filium e morte eripuit; postea Chironi centauro commisit, ut eum educaret. Postquam Iason adolevit, cum patrui iniuriam cognovisset, contendit Iolcum ut patris regnum recuperaret, qui interea decesseret. Pelias eum comiter excepit eique insidiosissimam expeditionem commisit: nam sperabat in ea iuvenem mortem oppetiturum esse. "Libenter regnum tibi restituam", inquit, "sed antea oporter te magnam virtutem praebere". Iason tam cupidus regni erat, ut sine mora condicioni se subiecerit feliciterque omnia pericula superaverit.
A Iolco regnava Esone, ma il fratello Pelia lo scacciò dal regno, e tentò di uccidere il figlio di lui, Giasone. A stento Esone strappò il figlio alla morte; in seguito ( lo ) affidò al centauro Chirone, perché lo istruisse. Essendo dopo divenuto adulto ( lett: dopo che crebbe, superò l' adolescenza) Giasone, avendo saputo del torto ( fatto ) al padre ( lett: siccome ebbe conosciuto il torto fatto al padre ), richiese Iolco per recuperare il regno del padre, che frattanto era morto. Pelia lo accolse con cortesia e gli affidò una spedizione molto pericolosa: sperava infatti che in quella il giovane andasse incontro alla morte. ( spero, promitto e iuro vanno con l' infinito futuro ). " Volentieri ti restituirò il regno " disse " ma prima devi dimostrare ( lett: è necessario che tu dimostri ) un grande valore ". Giasone era tanto desideroso del regno che senza remora si sottomise alla condizione e superò con successo tutti i pericoli.