Cicero in suis libris scripsit horas cedere et dies et menses et annos, nec tempus praeteritum umquam revertére. Homerus poeta ìtem adfirmat hominum genus sic esse ut foliorum: nam brumalis ventus folia ad terram spargit, at vere silvà ea rursus recreat. Inter omnes constat gaudentibus horas fluére celeres, tardas pigris, longas adflictis, veloces operantibus. Iuvenes operam impigre dant, ne tempus amittant: tacita enim mox veniet curva senectus. Itaque iuvenes non dicunt "cras" at hodie vivunt.

Cicerone scrisse nelle sue opere che le ore, i giorni, i mesi e gli anni passano, e nemmeno il tempo passato ritornerà mai. Allo stesso modo il poeta Omero afferma che il genero umano sia così, come le foglie: infatti il vento invernale sparge le foglie sul terreno, invece in primavera la foresta li fa riscrescere di nuovo. A tutti risulta evidente che per coloro che se la spassano le ore trascorrono celermente, imentre per coloro che lavorano risultano lente e noiose, lunghe e afflitte. I giovani compiono delle attività per far sfuggire il tempo: molto presto la vecchiaia arriverà silenziosa. E così i giovani non dicono "domani", ma vivono la vita di giorno in giorno.