Homines Graeci, inique a suis civibus pecunia et exsilio multati ac de civitate expulsi, tamen, quia bene sunt de patria sua meriti, tantum gloriae hodie non in Graecia solum sed etiam apud nos obtinent ut eorum a quibus oppressi sunt, nulla fiat mentio, honorum autem calamitates omnes reminiscantur. Nunc mihi in mentem venit Miltiadis Atheniensis, qui, eum patriam sua a Persarum pericolo liberasset, tamen a suis civibus esilio damnatus est, quia, errore deceptus. Parum insulam non invasisset, Nam, cum portum eius obsessum teneret et ex navibus in proximo Asiae litore incendium vidisset, classem Persarum advenientem in auxilium obsessorum suspicatus, Athenas reversus est. Quare a civibus proditionis accusatus, patria explusus est. Cuius tam tenerarii consilii postea Atheniensibus poenitendum fuit. Quod etiam Cannibali contigit. Quem Carthaginiensium pluris Cannibale existimandum putamus, qui rei militaris peritissimus et bellicae laudis studiosissimus, unus cum tot imperatoribus Romanis per tot annos de imperio et gloria decertavit? Hunc suis cives e civitate eiecerunt; non litteris nostris hominem tanti ingenii tantaeque fortitudinis celebramus.
Gli uomini greci, puniti ingiustamente dai loro concittadini con il denaro e con l'esilio e espulsi dalla città, tuttavia, poiché furono resi benemeriti della patria, ancora oggi conservsno così grande gloria nn solo in grecia ma anche presso di noi, a tal punto che non è fatta alcuna menzione di coloro dai quali furono oppress, ma si ricordano invece tutte le disgrazie di questi, Allora mi viene in mente l'ateniese Milziade, che, avendo liberato la sua patria del pericolo del persiani, tuttavia fu condannato all'esilio dai suoi concittadini, poiché, caduto in errore, non aveva invaso l'isola di PAro. Infatti, tenendo il suo porto assediatoe avendo visto un incendio dalle navi nella vicinissima costa dell'asia, immaginandosi unba flotta di persiani che giungeva in aiuto degli assediati, ritornò ad atene. Accusato di tradimento per questo fatto dai concittadini, fu espulso dalla patria, Ma tuttavia successivamente gli ateniesi si dovettero pentire della temeraria decisione di questo. E questo si riferisce anche ad annibale. Chi tra i cartaginesi crediamo da stimare + du annibale che, espertissimo della scienza militare e studiosissimo dei canti bellici, lottò con tanti imperatori romani per tanti anni sul potere e sulla gloria? I suoi concittadini lo scacciarono dalla città, celebriamo con la nostra letteratura l'uomo di tanto grande impegno e forza.