Achilles, dux Myrmidonum et fortissimus omnium Graecorum, filius erat Pelei. Thessaliae regis, et Nereidis Thetidis. Magistrum habuit Chironem centaurum quo nemo tum sapientior erat: a centauro didicit nobilissimas artes et bellicas virtutes. Achilli licuit, ex deorum voluntate, fatalem vitae cursum sibi eligere: potiorem habuit vitam brevissimam, sed gloriosam quam longam vitam, sed ingloriam. Itaque bello Troiano maximam gloriam sibi paravit: nemo in pugna melior erat, nemo audacior; plurimas urbes expugnavit et plures hostes fugavit quam ceteri graecorum duces: postremo Hectorem ipsum, longe praestantissimum Troianorum ducem, superavit atque interfecit. Posterius tamen ludibrium fortunae valentissimum maximeque strenuum iuvenem intercepit: Achillem enim interemit Paris Priami filius, qui inter Troianos milites ignavissimus erat.
Achille, condottiero dei Mirmidoni ed il più forte di tutti i Greci, era figlio di Peleo, re della Tessaglia, e della Nereide Tetide. Ebbe come maestro il centauro Chirone del quale nessuno a quel tempo era più sapiente: dal centauro egli imparò le arti più nobili e le virtù belliche. Ad Achille fu possibile, secondo la volontà degli de, i scegliere il corso fatale della sua vita: ebbe una vita molto breve, ma gloriosa, preferibile ad una vita lunga ma senza gloria. Pertanto nella guerra Troiana si procurò una grandissima gloria: nessuno in battaglia era migliore, nessuno era più audace; espugnò molte città e mise in fuga molti più nemici che gli altri condottieri dei greci. Alla fine vinse persino Ettore di gran lunga il più valoroso comandante dei Troiani, e lo uccise Tuttavia più tardi uno scherno della fortuna arrestò il giovane molto vigoroso e molto valoroso: infatti uccise Achille Paride il figlio di Priamo, che tra i soldati troiani era il più codardo.