Quondam, quotienscumque civitas in discrimine erat, omnes viri romani militiam ultro suscipiebant, ut patriam ab hostibus defenderent. Deinde Curius Manlius consul Romae delectum lege instituit ut bellum cum Pyrrho susciperet. At nonnulli iuvenes, qui longam militiam recusabant, nomen dare (arruolarsi) denegabant. Tum consul rem sorti commisit: imperavit enim ut ex urna iuvenum nomina extraherent. Sed quia iuvenis quidam, quem vocaverant, non respondebat, statim consul hastae subiecit bona eius. At ille iuvenis ad opem tribunorum plebis confugit, iniuriam indicavit et eorum auxilium petivit. Tum Curius hastae subiecit et bona et ipsum iuvenem, dicens:" rei publicae inutilis omino est civis qui legibus non obtemperat". Tribuni autem plebis omnem intercessionem pro iuvene recusaverunt. Post id tempus omnes iuvenes aequo animo militiam exercuerunt.
Un tempo, ogni volta che una città era in difficoltà, tutti gli uomini romani sostenevano spontaneamente la milizia, al fine di difendere la patria dai nemici. Poi il console Curio Manlio istituì con una legge a Roma la leva militare per sostenere la guerra con Pirro. Ma alcuni giovani, che detestavano il duraturo servizio militare, rifiutarono di arruolarsi. Allora il console affidò lo stato alla fortuna: ordinò infatti che dall'urna venissero estratti i nomi dei giovani. Ma dato che un certo giovane, che avevano nominato, non rispondeva, subito il console gettò sotto alla lancia i beni di costui. Ma quel giovane ricorse all'aiuto dei tribuni della plebe, denunciò l'oltraggio e chiese il loro sostegno. Allora Curio gettò sotto alla lancia sia i beni che lo stesso giovane, dicendo: "un cittadino che non obbedisce alle leggi è assolutamente inutile allo stato." Ma i tribuni della plebe negarono ogni intervento a favore del giovane. Da quel momento in poi tutti i giovani esercitarono il servizio militare con animo sereno. (by Maria D. )