Amittit merito proprium qui alienum adpetit. Canis, per flumen carnem cum ferree, natans lympharum in speculo vidit simulacrum suum, aliamque praedam ab altero ferr putans eripere voluit: verum deceptaa aviditas et quem tenebat ore dimisit cibum nec quem petebat adeo potuit tangere.
Perde a ragione il proprio colui che desidera l'altrui. Un cane, portando un pezzo di carne per il fiume, nuotando nello specchio delle acque vide la propria immagine, e pensando che da un altro era portata un'altra preda volle portargliela via: veramente l'avidità lo trasse in inganno e lasciò cadere il cibo che teneva in bocca non potè toccare così il cibo che desiderava.
(By Maria D. )