Hoc sibi illi veteres persuaserant, ad hoc efficiendum intellegebant opus esse, non ut in rhetorum scholis declamarent, nec ut fictis nec ullo modo ad veritatem accedentibus controversiis linguam modo et vocem exercerent, sed ut iis artibus pectus implerent, in quibus de bonis et malis, de honesto et turpi, de iusto et iniusto disputatur; haec enim est oratori subiecta ad dicendum materia. Nam in iudiciis fere de aequitate, in deliberationibus de utilitate, in laudationibus de honestate disserimus, ita tamen ut plerumque haec ipsa in vicem misceantur.

Quegli antichi si erano convinti di ciò, comprendevano che per realizzare ciò occorreva, non di declamare nelle scuole di retorica, né di esercitare solo la lingua e la voce con affettazioni né in alcun modo in vista della verità intercorrendo le controversie, ma di riempire il petto di tali arti, tramite cui si discute delle cose buone e cattive, dell'onesto e del turpe, del giusto e dell'ingiusto; questa materia per esprimere infatti è soggetta all'oratore. Infatti discutiamo nei processi per lo più in merito all'equità, nelle deliberazioni in merito all'utilità, negli elogi in merito all'onestà, così che tuttavia spesso queste cose si mescolano vicendevolmente.
(By Maria D. )

Versione tratta da Tacito