Qui se committit fidei hominis improbi ut ab eo defendatur, dum requirit quomodo salutem adipiscatur, exitium invenit. Cum milvus timidas et inermes columbas adsequi  non posset, quia velocitate alarum eius insidias et necem vitabant, ille consilium  fallax cepit, ut videret num eas dolo  decipere  posset. Venit ergo ad eas et dixit: «Cur vitam sollicitam ducitis, quia nemo vos tuetur? Cur non me regem accipitis  ut vos omnibus periculis et insidiis defendam?». Illae stultae fallacibus verbis fidem  praestiterunt et se milvo crediderunt. Qui, ubi  rex creatus est, rapacibus unguibus imperium  exercere coepit et miseras singulas devoravit. Tunc una de superstitibus exclamavit: «Merito  plectimur  quia non vidimus qualis esset dolus huius improbi regis».

Colui che si affida alla protezione di un uomo disonesto affinché venga da lui difeso  mentre cerca in che modo trovare salvezza, incontra la rovina. Poiché uno sparviero non poteva raggiungere le timorose ed indifese colombe, perché con la velocità delle ali evitavano le sue trappole e la morte, quello (ille) prese una decisione fallace, per capire se le poteva prendere con l’inganno. Andò da loro e disse: “Perché trascorrete una vita piena di ansia poiché nessuno vi protegge? Perché non mi prendete come re affinché  io vi difenda da tutti i pericoli e agguati?”. Quelle stupide prestarono fiducia alle ingannevoli parole e si affidarono allo sparviero. Questo, quando fu eletto re, iniziò ad esercitare il potere con artigli rapaci e divorò le sventurate una ad una. Allora una delle superstiti esclamò: “Veniamo punite meritatamente perché non capimmo quale fosse l’inganno di questo disonesto re.