Gloriam sentiunt et hi nostri vigiles nocturni, quos excitandis in opera mortalibus rumpendoque somno natura genuit. Norunt sidera et ternas distinguunt horas interdiu cantu. Cum sole eunt cubitum quartaque castrensi vigilia [homines] ad curas laboremque revocant nec solis ortum incautis [hominibus] patiuntur obrepere diemque venientem nuntiant cantu, ipsum vero cantum plausu laterum. Imperitant suo generi et regnum in quacumque sunt domo exercent. Dimicatione paritur hoc inter ipsos velut ideo tela agnata cruribus suis intellegentium, nec finis saepe commorientibus. Quod si palma contigit, statim in victoria canunt seque ipsi principes testantur; victus occultatur silens aegreque servitium patitur. Et plebs tamen aeque superba graditur ardua cervice, cristis celsa, caelumque sola volucrum aspicit crebra, in sublime caudam quoque falcatam erigens. Itaque terrori sunt etiam leonibus ferarum generosissimis.

Sentono il desiderio di gloria anche queste nostre sentinelle notturne, che la natura ha creato per richiamare i mortali al lavoro e per interrompere il sonno: conoscono le stelle e di giorno dividono le ore a tre a tre con il canto del gallo. (I galli) vanno a dormire con il sole e al quarto turno militare di guardia chiamano gli uomini al lavoro e agli impegni e non sopportano che il sorgere del sole arrivi improvvisamente agli uomini e annunciano con il canto il che il giorno sta arrivando, inoltre il loro stesso canto viene annunciato sbattendo le ali. Comandano sulla loro specie ed esercitano il dominio in qualunque casa siano. Questo è ottenuto con la lotta fra loro stessi come di chi conosce le armi prodotte dalle loro zampe, senza esito spesso muoiono insieme. Se questo si conclude con il successo, subito cantano per la vittoria e si proclamano loro stessi capi; il vinto si nasconde silenzioso e malinconicamente sopporta la servitù. Anche la schiera tuttavia avanza ugualmente superba a testa alta, con la cresta sollevata, e unica dei volatili guarda il cielo frequentemente, alzando in alto anche la coda falcata. Pertanto anche i leoni, i più coraggiosi delle fiere (ne) hanno  terrore (dat. poss.)