Post multas legationes postremo Caesar et Ariovistus, rex Germanorum, in planitiem pervenerunt in qua tumulus terrenus satis grandis erat. Hic aequo fere spatio a castris utrisque constiterunt colloquium habituri. Caesar, oratione incepta, magna senatus beneficia erga Ariovistum commemoravit. Nam hic primus in Caesaris consulatu rex atque amicus populi Romani appellatus erat. Caeesar ab Ariovisto petivit res quas gesturus erat de Haeduorum quaestione. Ariovistus ad postulata Caesaris pauca respondit sed sua merita omnia magnis laudibus extulit et suas res gestas exposuit: «Flumen Rhenum traieci non meo sponte sed quod Galli auxilium et opes rogaverant. Domum et propinquos reliqui spe stipendii quod victores victis imponunt. Nisi decesseris atque copias deduxeris e meis regionibus. non amicus Ariovisti, sed hostis putaberis». Quibus rebus commotus Caesar dixit: «Romani Haeduos ceterosque amicos defensuri sunt neque iniurias neglecturi sunt». Itaque Caesar re frumentaria comparata magnis itineribus contendit ad Ariovisti fines et occupato oppido ibi praesidium collocavit. (da Cesare)
Dopo molte legazioni alla fine Cesare ed Ariovisto, re dei Germani, giunsero nella pianura in cui c'era un rialzo di terreno abbastanza grande. Sostarono lì per discutere in uno spazio quasi vantaggioso da parte di entrambi gli accampamenti. Cesare, intrapreso il discorso, ricordò i grandi benefici del senato nei confronti di Ariovisto. Infatti egli era chiamato per primo nel consolato di Cesare re ed amico del popolo Romano. Cesare chiese ad Ariovisto le cose che aveva intenzione di compiere in merito alla questione degli Edui. Ariovisto rispose poche parole alle richieste di Cesare ma elevò con grandi elogi tutti i suoi meriti ed espose le sue imprese: "ho attraversato il fiume Reno non per mia volontà ma perché i Galli avevano chiesto aiuto e risorse. Lasciai la casa ed i parenti per la speranza di uno stipendio che i vincitori impongono ai vinti Se non ti fossi allontanato e non avessi condotto via dalle mie regioni le milizie. Non sarai considerato un amico di Ariovisto, ma un nemico." Commosso da tutto ciò Cesare disse: "i Romani hanno intenzione di difendere gli Edui e tutti gli altri alleati e di non trascurare le offese". Pertanto Cesare preparata una provvista di viveri si diresse a marce forzate verso i confini di Ariovisto ed occupata la città vi collocò un presidio. (By Maria D.)