Quia valetudo mea infirma est, multa itinera lectica ad locos amoenos faciam et, ubi iter inceperit, a lectionibus non recedam. Lectio necessaria existimata erit, quod aliorum investigationes cognovero, nova et bo­na Consilia acceptavero et sic iter gratum erit. Si labor ingenium aluerit et hominem fessum, reddidcrit, studium tamen hominem confirmabit. Scriptum quoque necessaria erit, quia scriptum multa soluta erunt. Scriptum, ut lectio, animum intimum inspectabit, si sincera cum dispositione in scripturam lectionemque incubuerimus. Minae, pericula, dificultates, labores et officia ex memoria excident, quod novas cogitationes didicerimus. Igitur et lectio et scriptura in itineribus non solum gratae, sed etiam necessariae erunt.

Dato che la mia salute è inferma, compirò molti percorsi sulla lettiga verso le località amene e, non appena avrò intrapreso il viaggio, non mi staccherò dalle letture. La lettura sarà stata considerata necessaria, per il fatto che avrò conosciuto le ricerche degli altri, avrò ricevuto buoni e nuovi suggerimenti e così il percorso sarà gradevole. Se la fatica avrà acuito l'ingegno e avrà reso stanco l'uomo, tuttavia lo studio rafforzerà l'uomo. Anche la scrittura è necessaria, perché molte cose saranno sciolte con la scrittura. La scrittura, come la lettura, guarderà l'animo interiore, se con sincera disposizione ci getteremo sulla lettura e sulla scrittura. Le minacce, i pericoli, le difficoltà, le fatiche ed i doveri scaturiranno dal ricordo, perché apprenderemo un nuovo modo di pensare. Dunque la lettura e la scrittura durante i viaggi non saranno soltanto gradite, ma anche necessarie. (by Maria D.)