Masaesuliorum is rex erat. Masaesulii, gens adfinis Mauris, in regionem Hispaniae maxime qua sita Nova Carthago est spectant. Foedus ea tempestate regi cum Carthaginiensibus erat, quod haud gravius ei sanctiusque quam volgo barbaris, quibus ex fortuna pendet fides, ratus fore, oratorem ad eum. C. Laelium cum donis mittit. Quibus barbarus laetus et quia res tum prosperae ubique Romanis, Poenis in Italia adversae in Hispania nullae iam erant, amicitiam se Romanorum accipere adnuit: firmandae eius fidem nec dare nec accipere nisi cum ipso coram duce Romano. Ita Laelius in id modo fide ab rege accepta tutum adventum fore, ad Scipionem redit. Magnum in omnia momentum Syphax adfectanti res Africae erat, opulentissimus eius terrae rex, bello iam expertus ipsos Carthaginienses, finibus etiam regni apte ad Hispaniam quod freto exiguo dirimuntur positis.

Egli era re dei Massessili. I Massessili, nazione confinante con i Mauri, sono volti a quella parte della Spagna dove all’ incirca è posta Nuova-Cartagine. A quel tempo essi avevano stretto alleanza con i Cartaginesi; pensando Scipione che essa non era né più ferma, né più santa di quanto comunemente ai barbari, per i quali la lealtà dipende dalla fortuna, gli manda oratore Caio Lelio con parecchi regali. Alla vista dei quali rallegratosi il barbaro, sia perché allora le cose dei Romani erano prospere da per tutto, e quelle dei Cartaginesi avverse in Italia, e già nulle in Spagna, consentì di legarsi in amicizia con i Romani; per sancirla né dare, né ricever fede, se non in presenza dello stesso comandante Romano. Quindi Lelio, ricevuta solamente la parola data del re che la venuta di Scipione sarebbe sicura, tornò da Scipione. Siface in tutte le cose era di grande importanza per chi aspirava alle ricchezze d'Africa, il re più ricco di quel paese, che si era già sperimentato nella guerra con gli stessi Cartaginesi, anche con i confini del regno opportunamente posti per la Spagna, poiché erano separati da un piccolo braccio di mare.