Περι δε τουτο τον χρονον Ασπασια διχην εφευγεν ασεβειας, Ερμιππου του κωμωδοποιου διωκοντος ... και δωρων ειτ' αδικιου βουλοιτο τις ονομαζειν την διωξιν.
In questo periodo Aspasia fu accusata di empietà dallo scrittore di commedie Ermippo che lo accusò anche di accogliere donne libere per incontri con Pericle. Diopite inoltre propose che venissero citati in giudizio quelli che non credevano agli dei o che tenevano lezioni sui fenomeni celesti, in tal modo colpendo Anassagora e suscitando sospetti contro Pericle. Il popolo approvò le proposte e ammise le accuse e, così venne ratificato un decreto steso da Dracontide per il quale Pericle doveva dar conto ai pritani della gestione finanziaria, e i giudici esprimere il loro voto in città, dopo aver ritirato la tavoletta del voto dall'altare. Agnone però fece finire questa parte del decreto, e propose che esprimessero il loro parere millecinquecento giudici, qualunque fosse il titolodell'imputazione: furto, concussione o malversazione.