Mario versione greco e traduzione
Τῆς δ' ὄψεως τῆς Μαρίου λιθίνην εἰκόνα κειμένην ἐν Ῥαβέννῃ τῆς Γαλατίας ἐθεώμεθα, πάνυ τῇ λεγομένῃ περὶ τὸ ἦθος στρυφνότητι καὶ πικρίᾳ πρέπουσαν. ἀνδρώδης γὰρ φύσει καὶ πολεμικὸς γενόμενος, καὶ στρατιωτικῆς μᾶλλον ἢ πολιτικῆς παιδείας μεταλαβών, ἄκρατον ἐν ταῖς ἐξουσίαις τὸν θυμὸν ἔσχε. λέγεται δὲ μήτε γράμματα μαθεῖν Ἑλληνικὰ μήτε γλώττῃ πρὸς μηδὲν Ἑλληνίδι χρῆσθαι τῶν σπουδῆς ἐχομένων, ὡς γελοῖον γράμματα μανθάνειν ὧν οἱ διδάσκαλοι δουλεύοιεν ἑτέροις· μετὰ δὲ τὸν δεύτερον θρίαμβον ἐπὶ ναοῦτινος καθιερώσει θέας Ἑλληνικὰς παρέχων, εἰς τὸ θέατρον ἐλθὼν καὶ μόνον καθίσας εὐθὺς ἀπαλλαγῆναι.
Vediamo la statua di pietra che sta a Ravenna in Gallia del ritratto di Mario, sicuramente, in tutto simile per la rinomata asprezza del carattere e la durezza. Essendo virile infatti di natura e bellicoso, e avendo avuto educazione più da soldato che da politico, ebbe l'animo incontrollato nell'esercizio dei poteri. Si dice che non imparò i caratteri greci né usò per niente la lingua greca degli affari importanti, perché era ridicolo imparare le lettere di cui i maestri potevano essere schiavi di altri. Tuttavia, dopo il suo secondo trionfo avendo istituito i giochi greci in occasione della dedicazione di un tempio, essendo venuto a teatro e solo essendosi seduto, subito se ne andò.