Lupercalium mos a Romulo et Remo inchoatus est. nam, gavisi, quod ab avo numitore rege albanorum eo loco, ubi educati erant, urbem condere siti erant sub monte palatino, quem evander arcas consecraverat, sacrificium fecerunt caprosque ceciderunt. deinde, vino largiore usi et epularum hilaritate excitati, pastoralem turbam diviserunt, pellibus, immolatarum hostiarum se cinxerunt atque iocantes se obvios petiverunt. cuius hilaritatis memoria quotannis renovatur. equestris enim ordinis iuventus omnibus annis urbem spectaculo sui sub romuli remique imaginibus celebrabat
L'uso (la tradizione) dei lupercali cominciò da Romolo e Remo. Infatti, erano felici del fatto che dall'antenato Numitore era stato loro permesso di fondare una città nel luogo dove erano stati educati, sotto il monte Palatino, che Evandro l'Arcade aveva consacrato, fecero un sacrificio e uccisero delle capre. Poi, inebriati dall'uso piuttosto abbondante del vino e dall'euforia del banchetto, divisero una folla d pastori, si vestirono delle pelli delle vittime sacrificate e scherzando si diressero contro quelli che incontravano. Il ricordo di quell'allegria si rinnova tutti gli anni. Infatti la gioventù di rango equestre tutti gli anni celebrava la città con il suo spettacolo sotto il ritratto di Romolo e Remo.